Riaprite gli ombrelli, è primavera!

10meteoDopo tre settimane di tempo asciutto, con il mese di marzo e l’inizio della primavera, si è rivisto un tentativo di precipitazione che sarebbe ardito definire pioggia. Un primo cenno di sterzata alla precedente situazione di stabilità è comunque avvenuto e se ne vaglierà il prosieguo in questo esordio della nuova stagione.
Tenace fino all’ultimo giorno, febbraio ha chiuso il bilancio pluviometrico con quanto aveva dispensato in fase di avvio: una dose più che generosa per la Lunigiana, ma elargita malamente in testa e in coda alla sua prima decade. Il prevalente bel tempo per il resto del mese ha indotto nei più un ricordo di mitezza e di generoso soleggiamento, mentre il febbraio 2019 è stato persino un po’ più piovoso del normale se ci si ferma alla mera quantità.
Rispetto alla norma di lungo periodo, si è registrato un 30-40% in più di pioggia, ma circoscritta a quei pochi episodi di inizio mese: 179,0 mm a Pontremoli, 182,4 a Villafranca, 201,0 a Gragnola e 150,6 a Massa.
La temperatura, in media, si è assestata 2,5°C al di sopra dei canoni trentennali di riferimento, con questa precisazione: a fronte di valori minimi in eccesso di 1°C, i valori massimi diurni hanno esagerato di ben 4°C i livelli attesi per il mese di febbraio.
10meteo_tabellaConseguente è stata l’ampia escursione termica tra la notte e il dì. La media delle temperature massime ha stabilito nuovi primati, cosa che non è stata possibile alla media generale mensile a causa delle minime rimaste più prossime alla norma.
Nella serie storica di Pontremoli, è stato il settimo febbraio più mite da novant’anni, preceduto nell’ordine da altri ancora più miti: 1966, 2007, 2014, 1990, 1998 e 2017.
L’esteso e solido anticiclone che ha abbracciato l’Europa centro-occidentale ha determinato situazioni simili o ancora più marcate in diverse aree del continente, sia in termini di temperature che di eliofania. Il risveglio della vegetazione, dopo il freddo di gennaio, si è mosso in anticipo sul finire di febbraio anche a latitudini elevate e a quote montane. Il fenomeno dell’inversione termica ha favorito in modo particolare le plaghe collinari.
Lo stato del cielo ha visto ben 16 giorni sereni (furono però 19 nel 2003 e 18 nel 1993), 8 giorni di cielo misto e 4 di cielo coperto. Le ore di sole hanno sfiorato quota 182, ma il febbraio 2003 – rigido e asciutto, quindi diverso da questo, che è stato mite e che asciutto lo è stato solo per due terzi – arrivò a 188 ore, quando la norma di febbraio è 120 ore circa.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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