Meteo

Previsioni valide dal 7 al 13 dicembre.

Le alte pressioni che hanno scorrazzato in lungo e in largo fra l’Italia ed il Mediterraneo nei mesi scorsi, come era nelle previsioni, si sono portate a latitudini molto settentrionali sia dell’Oceano Atlantico che dell’Europa, dove sembra rimarranno a lungo. Per contro, le basse pressioni ,nel letto delle correnti in arrivo dal medio e basso Atlantico, si spostano più agevolmente verso le nostre regioni con tanto di perturbazioni. Con questo tipo si situazione il tempo non può che essere instabile o perturbato con temperature mediamente miti, anche se si annuncia un tendenziale calo sul finire della settimana per l’ingresso, almeno parziale, di aria artica che dall’Europa centrale potrebbe fare il suo ingresso sul Mar Ligure dalla Valle del Rodano. Seguite gli aggiornamenti su:www.ilcorriereapuano.it e www.meteoapuane.it.

Mercoledì 7 : cielo poco nuvoloso o nuvoloso con schiarite. Nebbie al primo mattino. Minime fra 0°C e 3°C, massime fra 10°C e 13°C.

Giovedì 8: progressivo aumento della nuvolosità con piogge, specialmente dalla sera. Fiocchi di neve oltre 1200/1300 metri. Venti da Sud Est in rotazione a Tramontana scura

Venerdì 9 e Sabato 10: molto nuvoloso o coperto con piogge e temporali, questi ultimi più probabili nella serata di sabato, all’incipiente arrivo dell’aria fredda. Venti in rotazione a Libeccio, che, inizialmente mite, diverrà via via più freddo con quota neve in calo dalle vette, sin verso 800/1000 metri.

Domenica 11 : inizialmente instabile con rovesci e possibile grandine o graupel e neve oltre 600 metri, poi rapido miglioramento con ampie schiarite per la rotazione dei venti al quadrante settentrionale. Temperature in diminuzione.

Lunedì 12 e Martedì13: al momento previsione incertissima, fra un tempo temporaneamente più stabile ma freddo con gelate, e l’arrivo di una nuova perturbazione atlantica con rialzo termico.

dati meteo

Pagella di novembre e promesse di dicembre

Le cupe atmosfere di passaggio dall’autunno all’inverno meteorologico, tra novembre e dicembre, causa cielo spesso coperto da nubi basse e precipitazioni in atto, non tardano a far desiderare il ritorno di condizioni più asciutte e solatìe. E invece, ora, i modelli di previsione annunciano un persistere di piogge e umidità: come finirà, lo vedremo poco per volta. Non c’è dubbio, comunque, che i pronostici di freddo vengono più facilmente smentiti rispetto a quelli che inquadrano l’arrivo di un tempo più mite rispetto a quello che competerebbe alla stagione: un motivo ci sarà e ormai pare anche piuttosto assodato. Intanto, novembre se ne è andato in archivio e con lui l’intero trimestre autunnale.
Pur recuperando in frequenza di giorni piovosi, quanto agli apporti non si è vista grande abbondanza, per cui anche novembre si è chiuso un poco in deficit, specie nel nord della provincia. Nel fondovalle dell’alta Lunigiana lunghe serie di osservazioni indicano per novembre un apporto medio di 240-250 mm: ne sono caduti 171,4 a Pontremoli e 177,0 a Villafranca; contro i 200 mm delle conche della Lunigiana orientale, ne sono scesi 165,0 a Gragnola. Presso la costa, agli attesi 160-170 mm, Massa ha risposto con 152,6 mm.
Sono scostamenti di modesta entità, ma giunti verso il termine di un anno dei più secchi, perciò è stato importante per i corsi d’acqua che, per lo meno, sia ripreso un certo ritmo nel passaggio dei sistemi perturbati. Quanto alla stagione nel complesso, la carenza idrica non è certo stata recuperata visti gli scarsissimi apporti di ottobre. In tema di temperature, altro disco rotto: ennesimo mese con valori sopra norma. Di un solo grado, si dirà, ma trattasi di 1°C oltre la norma già mite del trentennio più recente. Solo marzo e aprile, quest’anno, si sono rivelati in contro tendenza con temperature di poco inferiori ai canoni. Per il resto, surplus a volontà e, in valore assoluto, ben più marcati dei timidi cenni in senso opposto.
La temperatura media di novembre, pari a 10,3°C a Pontremoli-Verdeno, colloca il mese appena trascorso all’8° posto tra i mesi di novembre più miti da inizio misure nel 1929. Lo scarto da norma si è reso più evidente nei valori massimi (+1,4), più contenuto in quelli minimi (+0,8), sancendo uno scarto sulla media generale di +1,1°C: come detto, 10,3°C contro 9,2°C. Si rammenta che, nel trentennio 1971-2000, la media normale di novembre era di 7,7°C. Da allora, ne è passata acqua sotto i ponti… pardon, ne è stata immessa di CO2 in atmosfera!
Molto mite il decorso dell’intero autunno, però in zona non si è rivelato a livelli termici record o quasi come in diverse località del Nord: si è piazzato sul podio accontentandosi del terzo posto dietro il 2014 e il 2018. Più fedeli alle attese si sono rivelati stato del cielo e soleggiamento, con indici di nuvolosità ed eliofania totale molto prossimi ai canoni novembrini. Dicembre non è partito male, recando 50 mm di piogge diffuse a valle e fino a 80-90 sui rilievi tra venerdì sera e lunedì pomeriggio. Le schiarite apertesi nella serata di lunedì, l’ambiente umido al massimo e l’assenza di vento hanno favorito la formazione di fitta nebbia tra la notte e il mattino di martedì 6.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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