La contiguità tra marzo e la settimana santa permette di tracciare sia il consueto resoconto mensile sia la cronaca meteo delle giornate festive appena concluse. Del mese che apre la primavera, non si può davvero dire male: rispetto al brutto tempo che aveva segnato per intero il marzo 2025, quest’anno è andata molto meglio.
Le precipitazioni si sono rivelate modeste, pressoché quotidiane dall’8 al 15, e poi venute a interrompere il periodo asciutto della seconda metà del mese il solo giorno 25. I maggiori apporti si sono avuti il 12, 13, 14 e 25, ma in quantità non omogenea sul territorio; a Pontremoli (89,0 mm), Gragnola (74,8) e Massa (55,6 mm), i totali hanno superato di poco la metà del valore normale, mentre a Villafranca (49,4 mm) si è tenuto più basso, circa un terzo di quello medio atteso.
La temperatura ha accusato una diminuzione nel finale, proprio quando avrebbe dovuto farsi più mite: tuttavia, le prima due decadi in surplus hanno dettato l’andamento generale, risultato superiore alla norma e neppure di poco, visto che il ‘nostro’ marzo si è conquistato la quarta posizione nella classifica dei più miti della serie storica. Preceduto solo dai mesi di marzo record del 2012, del 2017, del 2014 e in compagnia del marzo 2024, non ha guadagnato il podio per una questione di 0,2°C.
Lo scarto da norma di +1,7 (non eclatante, all’apparenza) rende possibile un piazzamento del genere proprio perché i livelli della temperatura media assunti come normali sono in continua crescita: se si continuasse a fare riferimento alla norma dei decenni scorsi, ne deriverebbe uno scarto ben superiore.
Basti dire che la soglia dei 10°C di temperatura media in marzo, quasi mai raggiunta fino al 1990, da una trentina d’anni si supera con una certa frequenza e, nel 2012 e 2017, si è doppiata anche quota 11°C. La generale mitezza non ha contemplato, comunque, massime diurne elevate, così come capitato pure in febbraio.
Nessun giorno ha toccato picchi di 20°C e, d’altro canto, le modeste escursioni non hanno consentito la discesa delle minime sotto 0°C; c’è stata giusto qualche lieve brinata, che si forma nei campi e sulle superfici fredde (tetti e parabrezza delle auto ecc) anche con temperatura dell’aria di +2/+3°C, così come non si sono avute notti di particolare tepore né ore diurne di freddo acuto, come talora a marzo capita ancora di provare.
In definitiva, un regime termico senza grandi sbalzi, a dispetto del numero contenuto di giorni dal cielo coperto e della modestia delle precipitazioni. Intanto, aprile è già prossimo alla sua prima settimana di vita. L’avvio del mese centrale non è stato subito tranquillo: una fredda tramontana, a suon di raffiche intensissime, si è presentata mercoledì 1 distinguendosi come uno dei giorni di aprile più battuti dal vento del Nord degli ultimi trent’anni.
Il flusso di aria fredda si è tuffato nel Mediterraneo andando a recare condizioni atmosferiche avverse sull’Appennino dalle Marche verso Sud, tra piogge dirotte in pianura – e conseguenti piene fluviali e inondazioni – e strepitose nevicate in montagna con accumuli degni dell’inverno pieno.
Le contrade toscane e del Nord, invece, si sono godute uno dei tridui pasquali più luminosi mai visti, benché ancora un po’ freddo mattino e sera.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



