8xMille alla Chiesa Cattolica: una firma che diventa accoglienza, solidarietà e speranza.
Perché l’8xmille alla Chiesa Cattolica è più di quanto credi
Una necessità nata nell’emergenza sanitaria e proseguita per raggiungere persone in difficoltà e andare oltre il semplice pasto: il sistema delle “mense diffuse” realizzato dalla diocesi di Reggio Emilia-Guastalla è un ponte per costruire un percorso di accompagnamento a partire dai momenti di convivialità e di ascolto.
Destinate a chi è in povertà estrema, persone in difficoltà economica e migranti residenti sul territorio, le mense della Caritas di Reggio Emilia rappresentano un modo per stare accanto a quanti sono a rischio di esclusione sociale. Il progetto, attivato grazie anche al contributo dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, è un segno tangibile di una solidarietà creativa.
Chi può firmare?
Possono sostenere la Chiesa con l’8xmille tutte le persone che hanno un reddito di lavoro dipendente o una pensione, o altro e, per questo, pagano allo Stato italiano un’imposta, che si chiama IRPEF e dal quale lo Stato Italiano preleva l’8xmille.Come firmare?
Consulta il sito internet www.8xmille.it/come-firmare/
“Tutto è nato con il primo lockdown quando – spiega Andrea Gollini, direttore della Caritas reggiana – abbiamo dovuto ripensare il servizio della mensa, attuando un grande lavoro organizzativo e formativo dei volontari e di accompagnamento delle persone nelle mense”.
“Gli ospiti – aggiunge Marco Colombo, responsabile dell’area alimentare della Caritas reggiana – sono quasi unicamente maschi con un’età media di 45-50 anni di cui 60% stranieri e 40% italiani. Oggi serviamo 100.000 pasti all’anno a circa 140 ospiti al giorno con un servizio che si articola nel pranzo in presenza e nella consegna dei pasti da asporto per la sera. In tal modo chi ha bisogno di sostegno può contare su un supporto alimentare quotidiano completo”.
Un processo esteso e condiviso di una comunità che ha sopperito alle criticità emerse nel corso dell’emergenza sanitaria – nel 2020, primo anno della pandemia, il numero di poveri assoluti in Italia aveva raggiunto la cifra record di 5,6 milioni di persone – e che ha saputo trovare delle soluzioni per non lasciare indietro nessuno.
Le mense sono aperte 365 giorni all’anno, anche a Pasqua e ad agosto, grazie ad un team di circa 300 volontari, suddivisi in squadre che si occupano delle singole mense diffuse: queste sono articolate su sei diverse postazioni con un unico centro di cottura. In un ambiente familiare, gli operatori condividono alcuni momenti della giornata con gli ospiti: un aiuto gratuito che non si concretizza solo nella preparazione di un pasto, ma anche nel reinserimento della persona nel contesto sociale.
La Caritas diocesana organizza l’accesso tramite le Caritas parrocchiali e il centro d’ascolto diocesano, per valutare le reali esigenze e necessità dei richiedenti, ai quali viene rilasciato un tesserino personale.

“Grazie ai fondi dell’8xmille – sottolinea Marco Colombo – è stato possibile investire sull’idea delle mense diffuse con un grosso lavoro formativo di accompagnamento dei volontari, prime sentinelle che danno ascolto alle persone. L’8xmille è fondamentale perché non è solo una firma; dietro quel gesto ci sono storie, c’è un sostegno, una presa in carico, un accompagnamento. È importante avere cura di quest’azione del cittadino grazie alla quale si possono mettere in atto una serie di attività e servizi. Ormai il nostro si può considerare un vero e proprio modello ripreso da altre realtà sul territorio diocesano”.
Un sistema complesso per rispondere alla domanda di un bene primario come il cibo si struttura secondo un’organizzazione inappuntabile. “La mia giornata – racconta Paola Oleari, responsabile cucina – inizia alle 8 del mattino quando prepariamo le pietanze per tutte le mense presenti sul territorio. Le cibarie vengono inserite in appositi contenitori per mantenerle al caldo e poi consegnate agli autisti e quindi distribuite a tutte le mense”.
L’impegno, tuttavia, è molto più articolato, perché, finita la consegna del giorno, già è tempo di pensare al pranzo del successivo. “Dalle 10 alle 14 – aggiunge la cuoca – prepariamo il menu del giorno dopo, così, quando alle 8 dell’indomani ci presentiamo in cucina, possiamo rispettare i tempi di consegna, visto che circa l’80% del lavoro è stato già fatto”.
Dalle firme per destinare l’8xMille alla Chiesa Cattolica, nel 2025, sono arrivati 140 mila euro che hanno permesso di offrire un servizio stabile di mensa sociale con un regime ottimale di funzionamento che si attesta sui 140 pasti giornalieri.
Le mense sono il luogo ideale per raggiungere gli ultimi, anche con sportelli di ascolto, occasioni di scambio e di condivisione, realizzati grazie alla disponibilità di operatori parrocchiali e volontari.




