Commemorazioni e ricerche nella seduta della Deputazione di Storia Patria

A Pontremoli la seduta dell’Associazione per la Storia delle Province Parmensi

Negli “Orti sul fiume” del palazzo Comunale di Pontremoli la Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi ha tenuto la seduta scientifica di domenica 20 giugno. Il programma constava di due parti: commemorazione di quattro soci ordinari che di recente sono mancati e relazioni su temi storici di ricerca. Giuseppe Benelli, da 30 anni presidente della sezione di Pontremoli e al momento presidente ad interim della Deputazione, ha ricostruito aspetti della personalità di Pier Andrea Dosi Delfini (1928- 2020), un amico riservato nei modi, dedito alla cultura, all’attività sportiva del rugby, con brillante carriera professionale di dirigenza di Istituti bancari, il suo rifugio erano i Chiosi nella sua “casa amata”.
Altro ricordo ha dedicato a Giuseppe Luigi Coluccia (1938-2019), un pugliese dedito a tanti interessi culturali, molto attivo nelle ricerche storiche in particolare sull’Umanesimo fiorentino e su Niccolò V, il papa di Sarzana, città dove Coluccia fu insegnante. Germano Cavalli ed Enrico Ferri sono stati commemorati da Andrea Baldini, che ha intercalato le notizie sulle loro molteplici e note attività culturali e politiche con riferimenti a episodi suoi personali in cui si è sbriciolato il discorso.
Il socio ordinario Mario Nobili ha letto una dettagliata relazione sui fondamenti della filosofia della storia e sulle teorie e metodiche della storiografia del Novecento. Un’esplorazione di saggi e di grandi storici, iniziando da Vito Fumagalli, medievista di Bardi che ha studiato al Liceo Vescovile di Pontremoli. Mario Nobili, lunigianese di Tenerano, è stato docente di storia medioevale all’Università di Pisa, ha considerato i convegni e le pubblicazioni a partire da “Storia della storiografia in Italia” di Benedetto Croce che intende compito dello storico lo studio dei problemi reali nella concretezza della loro evoluzione, sulla linea di pensiero che sarà affine alle lezioni di metodo storico di Federico Chabot.
Gerolamo Arnaldi invece rinnova l’attenzione alla storiografia come genere letterario e allo stile storico, Otto Carr fa osservazioni sulla storiografia italiana mosso dall’idea che “il passato è comprensibile per noi soltanto alla luce del presente e possiamo comprendere il presente unicamente alla luce del passato”. Si avverte come una contraddizione tra lo storico specialista e lo storico dilettante, che può arrivare a fare una “storiografia in briciole” come lamentano i francesi.

Il Castello del Piagnaro a Pontremoli

Complessa è l’analisi degli sviluppi economici in cui si sono impegnati George Duby e Cinzio Violante: Gian Piero Bognetti senza limiti di tempo e di spazio allarga la ricerca storica ad altre discipline (archeologia, etnografia, analisi linguistica), porta elementi residuali ma utili a farci rivivere relazioni illuminanti. Nuove acquisizioni sono portate da altri storici sulle aree di strada, sui nodi topografici e altro. In questo contesto generale sono stati inseriti tre studiosi di storia locale: Manfredo Giuliani, Pietro Ferrari, Ubaldo Formentini: le loro ricerche costruiscono la storiografia della storia precomunale di Pontremoli, fanno risaltare caratteri originali, attuano un paradigma che dà valore alla storia locale e generale .
“Saggi di storia lunigianese” di Manfredo Giuliani, volume edito nel 1982 a cura delle associazioni culturali locali con introduzione di Giuseppe Benelli, riconosce l’omogeneità culturale del nostro territorio appenninico e mette a punto specifiche realtà. “Studi di storia lunigianese” di Pietro Ferrari, edito da Paolo Savi nel 1989 a cura della Deputazione Sezione di Pontremoli, con introduzione di Giuseppe Benelli e bibliografia a cura di Nicola Michelotti, dà contributi di rilievo alla conoscenza del Medioevo in Lunigiana. In conclusione Mario Nobili osserva che le ricerche devono andare a sintesi, senza dispersioni e discontinuità e senza salti.
Maurizio Ratti ha illustrato lo scambio di lettere e di dati meteo tra Antonio Colla direttore dell’Osservatorio meteorologico dell’Università di Parma e mons. Luigi Marsili docente di materie scientifiche nel Seminario di Pontremoli e l’ing. Antonio Giuliani di Filattiera, deputato nella prima legislatura dell’Italia unita. Ci fu il tentativo, negli anni della Lunigiana parmense (1848-1859) di dare una spinta alle osservazioni meteo, ma i mezzi erano pochi, specie per il Marsili, che poteva usare un igrometro e un pluviometro suo personale. Le rilevazioni dovevano essere fatte nello stesso momento, lo scambio diventava difficile, solo dal 1877 con le stazioni del telegrafo sarà possibile corrispondere rilievi simultanei e molto più numerosi.
Le altre comunicazioni hanno riguardato le trasformazioni domestiche e urbanistiche nella vicinia di San Giacomo d’Altopascio (Matteo Bola). Mirco Manuguerra ha indicato una percezione dell’orma lunigianese di Dante dal Gerini a Livio Galanti. Fabrizia Formaini ha proposto una rilettura sul ruolo del Castrum di Grondola nei secoli XII e XIII, già argomento della sua tesi di laurea.
In conclusione Sara Ergun ha parlato di mecenatismo, committenze e collezionismo a Pontremoli nel Sei-Settecento.

Maria Luisa Simoncelli

Condividi