Covid-19, ancora stretti tra incertezze scientifiche e sovranismi

21editorialeSono trascorsi, ormai, quasi tre mesi dalla deflagrazione della bomba Covid-19 nel nostro Paese e siamo ancora di fronte a due dei problemi che hanno egemonizzato le cronache: come affrontare la pandemia, come evitare di schiantarci nel baratro economico che abbiamo davanti. Non abbiamo, quindi, risolto niente? Rispondere di sì sarebbe senz’altro esagerato, ma altrettanto irresponsabile sarebbe negare che un po’ del gioco canino del mordersi la coda lo abbiamo praticato. Irrisolto, a tutt’oggi, è il duello tra esperti e politici e, tra questi ultimi, tra chi governa e chi è all’opposizione.
Tutto è abbastanza semplice per i primi: sapendo poco o niente di questo nuovo virus, meglio esagerare nella prudenza. Quindi, meglio in casa, mascherina, nessun contatto, anzi, distanza di un paio di metri. Secondo questa teoria, ancora oggi la maggior parte delle attività sarebbero in stallo.
Poi c’è la politica, che deve fare i conti con i cittadini-elettori e le loro esigenze. All’interno della politica, la gara tra maggioranze e minoranze a chi è più “buono”. Così si decide il “tutti fuori”, i due metri diventano un metro e mezzo e poi un metro, in base alle varie necessità.
Chi avrà ragione? Certo, tutti tifiamo per il successo finale, ma i timori sono tanti. Poi l’altrettanto grave problema dell’economia che va a rotoli. In questi giorni, con il decreto “Rilancio”, sembra che l’Italia abbia raggiunto il limite dello sforzo finanziario. In realtà i numeri delle misure adottate vanno ben al di là di ogni limite di bilancio ed hanno portato il deficit a cifre che mai sarebbero state ammesse in tempi normali. A questo punto, però, c’è bisogno che il piano per la vera ripresa (non solo per tamponare le falle) prenda davvero un respiro europeo.
21vignettaL’Europa deve “battere un colpo”, meglio se qualcuno di più, perché se è vero che – affermazione del Parlamento europeo – potrebbero servire 2mila miliardi di euro per riparare i danni provocati dalla pandemia, è evidente che nessuno Paese potrà pensare di avere nelle sue casse la parte spettante da investire.
Proprio lunedì 18, Francia e Germania hanno messo a punto una proposta da rivolgere all’Europa per la costituzione di un fondo temporaneo di 500 miliardi di euro da mettere a disposizione degli Stati per le spese necessarie, a fondo perduto. Non una misura esaustiva, ma di certo uno scossone nei confronti di quei governi che a tutt’oggi continuano ad osteggiare interventi di questo tipo.
Sì, perché tra i problemi abbiamo dimenticato “i primi della classe”; quelli che, avendo avuto un minore impatto con la pandemia e muovendo da ottiche sovraniste, pensano di stare alla finestra a vedere quanto profondo sarà il fondo che i “latini” giungeranno a toccare prima di dichiarare fallimento. Un atteggiamento che qualcosa dovrebbe insegnare ai sovranisti di casa nostra.

Antonio Ricci

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