Un normale cuore di maggio

21meteoRaggiunge i due terzi anche il percorso di maggio a suon di piogge, rovesci e temporali, fenomeni che hanno allungato di qualche giorno il periodo instabile previsto. Netta la prevalenza di cieli molto nuvolosi / coperti rispetto alle atmosfere variegate da cielo ‘misto’, mentre la frequenza di spazi aerei sereni o poco nuvolosi nell’ambito di una intera giornata sono fermi ai tre casi registrati nella prima decade (in corrispondenza dei giorni 3, 7 e 8). La seconda decade, perciò, si è distinta per le precipitazioni e sembra intenzionata a finire con tale impronta. Le notizie per il week-end, però, sono buone, come leggerete più avanti nello spazio dedicato alle previsioni.
Facendo a mente una rapida somma, a Pontremoli, quel che maggio ‘doveva’ in termini di acqua è venuto quasi interamente. Dalle 11 di martedì 19 un temporale, senza sfogo di potenti tuoni o particolare attività elettrica, ha dispensato piovaschi e rovesci ad intermittenza e incrementando il conto giornaliero e mensile dei mm caduti: sono ormai più di 110, che è l’ordine di grandezza del totale normale di maggio desunto da osservazioni di durata più che centenaria; in media, è pari a 114 mm. Cosa vuol dire questo numero? Significa che a maggio possiamo aspettarci quella razione avendo presente la elevata variabilità del fenomeno pioggia.
21meteo_tabellaMaggio non è il mese in cui la variabilità delle precipitazioni è più alta, anzi è fra le più contenute, ma comunque sensibile. L’indice statistico che lo fa intendere è la ‘deviazione standard’ che informa di quanto, mediamente, si può discostare la media da sé stessa, in più o in meno. Rapportando deviazione standard e valor medio, si ottiene il coefficiente di variazione: per comodità, il CV si moltiplica per 100 e dà una informazione molto utile sull’affidamento che si può fare sulla pioggia teoricamente attesa in un mese. Attenzione, poi: se si cambia periodo di riferimento (un trentennio, un trentennio diverso, 50 anni, un secolo ecc), mutano anche la media, lo scostamento standard, il coefficiente di variazione etc.
Sono concetti che, in una rubrica divulgativa, non sono agevoli da spiegare e che andrebbero fatti conoscere al pubblico con modalità più chiare e accattivanti, ad esempio mediante delle simpatiche diapositive.
Tornando alla cronaca settimanale, è da rilevare l’alternarsi delle correnti al suolo: libeccio il 12, scirocco il 13, tramontana ‘falsa’ (sciroccale) il 14, ancora libeccio più fresco il 15; indi, ancora vento da Nord il 16, il 17 (ma calmatosi nel pomeriggio con il via alla brezza di valle) e di nuovo il 18, lunedì, quando si è distinto per il maggior tepore e, complice il cielo coperto, ha fatto sì che la minima non scendesse sotto i 16,9°C, primato da nove decenni per la data in parola.
Le insistenti correnti da SE, pur piegando e invorticandosi da Nord giunte sul Nord Italia, spiegano altresì due/tre episodi di pioggia ‘polverosa’ capitati tra mercoledì 13 e lunedì 18. Temporali hanno avuto luogo la sera di giovedì 14, con un paio di rovesci brevi, ma intensi, e martedì 19, come detto sopra.
Nel corso della settimana in esame, la temperatura si è mantenuta su valori superiori a quelli canonici per metà maggio secondo la norma 1981-2010.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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