Brividi di fine aprile e inizio maggio

18meteoQuest’ultimo scorcio di aprile ha distribuito lungo buona parte delle regioni italiane un’altra dose di piogge: prima al Centro-Nord, a partire dal pomeriggio-sera del Lunedì dell’Angelo, e poi al Centro – con solo parziale coinvolgimento del Sud – dopo il 25. Le temperature, complici il cielo coperto e le correnti meridionali, sono aumentate nei valori minimi, mentre andavano calando già nei valori massimi a causa della pioggia persistente nelle ore diurne.
Il martedì 23 si è distinto per particolare grigiore e piovosità: 62,2 mm a Pontremoli, 41,0 a Villafranca, 56,0 a Gragnola e 56,8 a Massa. Pioggia, ma più intermittente e debole, il 24, quando sono scesi dai 10 ai 20 mm. Rispetto al 23 la ventilazione è mutata in libeccio più fresco, anche nei giorni successivi. Il 25, a motivo sia di qualche schiarita notturna sia della massa d’aria fortemente umida e della calma di vento, un fitto nebbione ha avvolto Pontremoli al risveglio.
Altri piovaschi si sono rinnovati sia il 25 che il 26; la sera del 26 un continuo gironzolare di temporali che, in zona, hanno avuto solo brevi momenti di forte intensità tra rovesci di grandine e potenti scariche elettriche accompagnate dal rombo dei tuoni.
18METEO_TABELLAAlla fredda e umida notte del 27 (tempo nebbioso nel più basso fondovalle fino alle 9,30 circa), è seguita una giornata di sabato piuttosto radiosa, anche se nuvoloni e velature non hanno mancato di variegare il cielo tra pomeriggio e sera. I fenomeni di instabilità attesi nelle ore centrali e pomeridiane di domenica 28 si sono concentrati in plaghe toscane poste più a sud della Lunigiana, dove la pioggia ha bagnato le ore del primissimo mattino.
Infatti, mentre lungo il dì le schiarite inframmezzate a nuvoloni anche minacciosi si sono andate affermando nella nostra vallata, da altre città della regione sono giunte notizie e immagini delle prodezze temporalesche (come a Lucca e a Montecatini) a suon di acquazzoni, grandinate e raffiche di vento. L’aria fredda affluita si è manifestata poi anche lunedì 29, quando la neve ha imbiancato un’altra volta i rilievi montuosi oltre i 1100-1200 metri e la tramontana ha frenato l’aumento diurno della temperatura.
Nella tarda serata, quietatosi il vento e rasserenatosi il cielo, si è temuta la gelata tardiva per l’indomani: tuttavia, all’alba del 30, nonostante il sensibile calo termico, le minime non sono precipitate a 0°C neppure in aperta campagna, tenendosi per lo più fra +1°C e +2°C e favorendo solo locali e fugaci brinate.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

Condividi