Una prima frazione di luglio, il mese centrale dell’estate, è ormai alle spalle. Sembra incredibile, ma il giro di boa di metà stagione, meteorologicamente parlando, avverrà in questo fine settimana, il 15 luglio. La percezione di trovarsi nel cuore dell’estate, in realtà, si avverte ai primi di agosto, punto mediano dell’estate astronomica e periodo solitamente prossimo o successivo al clou del caldo di fine luglio-inizi di agosto.
In attesa di vedere come andrà l’edizione del 2018, è l’ora di commentare questi primi dieci giorni di luglio. Balza agli occhi il crescendo di nuvolosità dal perfetto sereno del 1° e dal quasi sereno del 2 al ciclo per lo più diurno della stessa dal 3 in poi.
Trionfo del cielo misto per l’intera settimana in esame, quindi, segnata da qualche fenomeno di precipitazione al primo mattino del 4 e nei pomeriggi dei giorni dal 6 al 9 compresi.
Un altro aspetto da rilevare, non di poco conto, è stato il passaggio di consegne da condizioni termoigrometriche ottimali (caldo asciutto il dì e notti fresche) ad un caldo più umido, a tratti afoso, al sopraggiungere delle condizioni più variabili descritte, senza che avvenisse un vero e proprio ricambio d’aria.
Archiviati i temporali all’alba del 4 (apporti modesti in tutta la Lunigiana), quelli pomeridiani dei giorni successivi si sono manifestati in particolare tra Bagnone e Comano il 6, nello Zerasco fino al limite del territorio pontremolese il 7 e l’8 e tra Cisa, Brattello e Pontremoli (3,0 mm in città, Verdeno) il 9. Nuvolaglia più innocua ha lasciato giocare il sole a nascondino il 5 e il 10.
Le temperature si sono mantenute superiori ai canoni della prima decade di luglio (14°C le minime, 27/28°C le massime mediate sul trentennio 1981-2010 ) oscillando le prime sui 16°C e le seconde prossime ai 30°C. Un paio di gradi in eccesso, dunque, sia di primo mattino che nelle ore pomeridiane.
La seconda decade si è avviata, al termine della nottata tra martedì 10 e mercoledì 11 luglio, con sonori temporali che hanno dispensato anche buoni apporti fra i 15 e i 30 mm e un picco di ben 77,4 mm a Bosco di Rossano.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



