Tra Carrara e Monzone le fotografie di Ilario Bessi “l’artista della fotografia”
Trasporto a valle di un carico di marmo con la teleferica del Balzone

È del Ministero della Cultura il bando a cui partecipa il Comune di Carrara per ottenere un finanziamento di 100 mila euro per acquisire l’immenso archivio fotografico di Ilario Bessi, dichiarato bene di interesse importante dallo stesso Ministero.
L’iniziativa riveste un grande valore culturale specialmente per la città di Carrara, in quanto il Museo del Marmo che ospiterà l’immenso patrimonio fotografico di cave, segherie, del trasporto del marmo, ma anche di sport e di vita, messo insieme da Bessi, si trova nella città.
Ma è bene sapere che a Bessi (1903-1986), definito “l’artista della fotografia” è intitolato il Museo del Lavoro della Valle del Lucido, che, già collocato nella stazione ferroviaria di Monzone, è stato trasferito presso il Museo delle Grotte di Equi Terme, a seguito del terremoto del 2013. Da vari anni sono stati completati, da parte delle Ferrovie, i lavori di messa in sicurezza dell’edificio, ma il Museo, che comprende molte fotografie di Ilario Bessi non è stato riportato nella sua collocazione originaria.

Stazione di Monzone
Stazione di Monzone

Più di una volta, anzi, il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti, anche in sede di Consiglio Comunale, ha garantito il suo trasferimento a Monzone, anche se nei locali del ristrutturato magazzino delle Ferrovie e in coabitazione col Museo della centenaria ’Unione Sportiva. Fino ad oggi, però, non è successo niente, a parte l’incarico verbale all’architetto del Comune di studiare la disposizione dei due musei, tenuto conto che uno documenta con foto la storia del Monzone, l’altro il lavoro agricolo e nelle cave di marmo e di quarzo con attrezzi ed arnesi di lavoro e con le fotografie.
“Monzone e la sua gente – scriveva Beniamino Gemignani di Carrara – hanno avuto il privilegio di essere colti, attraverso le sue fotografie, in un eterno racconto che non finisce nelle immagini, ma ricomincia e continuerà finché ci sarà occhio umano a guardarle”.
Il Museo era visitatissimo, in particolare dalle scolaresche della nostra provincia, ma anche di altre, che avevano la possibilità di compiere il percorso delle acque “nera” e “salata” di Monzone e “solforosa” di Equi e di entrare nelle Grotte. Uno degli itinerari turistici del Comune. È un peccato che si perda tempo nel riattivarlo, unitamente ad altri a tema presenti nel territorio”.
Questo era il biglietto di presentazione del Museo del lavoro nella Valle del Lucido (in parte, ora, esposto a Equi, in parte racchiuso, sembra, in qualche fondo). “La visita guida alla comprensione del passaggio dal mondo agro-pastorale ad un’economia industriale avvenuta tra la fine dell’800 e del 900 , quando la ditta Walton decise di intraprendere una attività estrattiva marmifera nel monte Sagro. Fu allora che si costruì la grande teleferica del Balzone, visibile attraverso il modellino facente parte del materiale espositivo (ora semidistrutto, abbandonato nel vecchio asilo di Monzone, ndr) e in due dei tre filmai storici proiettati al termine dell’itinerario museale. Molti nella Valle del Lucido intrapresero il nuovo lavoro del cavatore che comportò per la popolazione una forte crescita di possibilità in termini economici e sociali”.

Andreino Fabiani