Ecco l’estate. Con qualche capriccio di giugno

25meteoÈ dovuta scoccare la metà di giugno per rivedere tempo stabile come quello che si era assaporato nel primo week-end del mese. A dire il vero, in un continuo succedersi di occasioni favorevoli ai più tremendi nubifragi, di cui stampa, tv e media in genere hanno riferito quotidianamente, l’orticello lunigianese è sfuggito ai fenomeni violenti e disagevoli occorsi un po’ dovunque lungo la Penisola.
Le ultime noiose pioggerelle hanno mantenuto umido l’ambiente il 12, il 13 e il 14, poi è stato il trionfo del sole dal 15 in poi, anche se i giorni più sgombri sono coincisi con venerdì 15, sabato 16 e martedì 19. Qualche nube in più ha reso il cielo da poco a parzialmente nuvoloso (“misto”, quindi) sia domenica 17 che lunedì 18.
25meteo_tabellaLe temperature, approfittando dell’ombrello anticiciclonico e del tipo di circolazione atmosferica, con venti discendenti, si sono impennate fino a toccare e superare i 30°C, cosa peraltro già verificatasi l’ultima domenica di maggio e, fatto ancor più eccezionale, persino in aprile nel più basso fondovalle tra Villafranca e Aulla. I 31-32°C letti sui termometri a giugno inoltrato, si dirà, non sono eccezionali, ed è vero.
Tuttavia, il trend verso un riscaldamento è palese operando un confronto con tantissimi avvii incerti d’estate vissuti ancora negli ultimi decenni del XX secolo. Con il 2000, e dal 2002 e 2003 in particolare, giugno è stato fra i mesi che hanno salito il gradino termico più eclatante.
Nei giorni prossimi al solstizio, una lunga serie di osservazioni mostra che, a Pontremoli, le minime si aggirano sui 13°C e le massime sui 26°C. Poi, niente di scandaloso se, ogni qualche anno, fa più caldo e qualche altro più freddo. Il fatto che, sempre più spesso, vadano registrandosi valori superiori alla norma, è sintomatico del livello termico in rialzo; di conseguenza, ci si abitua e ci si aspetta un clima più stabile e caldo e, se così non avviene, parte la lamentela contro la perversità della stagione, salvo lagnarsi pure del caldo. Ovvio!

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni