Sono più di 68 milioni i rifugiati nel mondo

Giornata Mondiale del Rifugiato. Il rapporto Unhcr sulle persone costrette alla fuga nel 2017. In fuga da guerre, violenze e persecuzioni. L’85% di loro risiede nei paesi del sud del mondo: molti in condizioni di estrema povertà

25rifugiati1Nel 2017 il numero di persone costrette a fuggire nel mondo a causa di guerre, violenze e persecuzioni ha stabilito un nuovo record, confermando in tal modo una tendenza che prosegue ormai da cinque anni consecutivi. Il dato è fornito da Global Trends, il rapporto annuale pubblicato in tutto il mondo dall’agenzia delle Nazioni Unite UNHCR in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato (20 giugno).
Il suo scopo è monitorare gli esodi forzati sulla base di dati forniti dall’Unhcr, dai governi e da altri partner. Non viene invece esaminato il contesto globale relativo all’asilo, a cui l’Unhcr dedica pubblicazioni separate e che nel 2017 ha continuato a vedere casi di rimpatri forzati, di politicizzazione e uso dei rifugiati come capri espiatori, di rifugiati incarcerati o privati della possibilità di lavorare, e diversi paesi che si sono opposti persino all’uso del termine ‘rifugiato’.
Nonostante ciò, il Global Trends offre numerose informazioni, indagando, in alcuni casi, le realtà percepite rispetto a quelle effettive degli esodi forzati e come queste realtà possano a volte essere in contrasto. Una di queste discrepanze è l’idea che le persone costrette a fuggire si trovino per lo più nei paesi del nord del mondo. I dati mostrano invece che è vero il contrario: l’85% dei rifugiati risiede nei paesi in via di sviluppo, molti dei quali versano in condizioni di estrema povertà e non ricevono un sostegno adeguato ad assistere tali popolazioni.
25rifugiati3Quattro rifugiati su cinque rimangono in paesi limitrofi ai loro. Anche gli esodi di massa oltre confine sono meno frequenti di quanto si potrebbe pensare guardando il dato dei 68 milioni di persone costrette alla fuga a livello globale. Quasi due terzi di questi sono infatti sfollati all’interno del proprio paese. Dei 25.4 milioni di rifugiati, poco più di un quinto sono palestinesi sotto la responsabilità dell’Unrwa. Dei restanti, che rientrano nel mandato dell’Unhcr, due terzi provengono da soli cinque paesi: Siria, Afghanistan, Sud Sudan, Myanmar e Somalia.
La fine del conflitto in ognuna di queste nazioni potrebbe influenzare in modo significativo il più ampio quadro dei movimenti forzati di persone nel mondo. Il Global Trends offre altri due dati di realtà: il primo è che la maggior parte dei rifugiati vive in aree urbane (58%) e non nei campi o in aree rurali; il secondo è che le persone costrette alla fuga nel mondo sono giovani – nel 53% dei casi si tratta di minori, molti dei quali non accompagnati o separati dalle loro famiglie.
25rifugiati2Come per il numero di paesi caratterizzati da esodi massicci di persone, anche il numero di paesi che ospitano un elevato numero di persone rifugiate è relativamente basso: in termini di numeri assoluti, la Turchia è rimasta il principale paese ospitante al mondo, con una popolazione di 3.5 milioni di rifugiati, per lo più siriani. Nel frattempo, il Libano ha ospitato il maggior numero di rifugiati in rapporto alla sua popolazione nazionale.
Complessivamente, il 63% di tutti i rifugiati di cui si occupa l’Unhcr si trova in soli 10 paesi. Purtroppo, le soluzioni a tali situazioni sono state poche. Guerre e conflitti hanno continuato a essere le principali cause di fuga, con progressi assai limitati verso la pace. Circa cinque milioni di persone hanno potuto tornare alle loro case nel 2017, la maggior parte delle quali erano sfollate all’interno del proprio paese; tra queste, tuttavia, c’erano persone che sono rientrate in maniera forzata o in contesti assai precari.
A causa del calo dei posti messi a disposizione dagli Stati per il reinsediamento, il numero di rifugiati reinsediati è diminuito di oltre il 40%, arrivando a circa 100.000 persone.

 

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