Una estemporanea ‘deviazione’ di fine inverno

Mancano ormai dieci giorni al termine del trimestre dell’ inverno meteorologico: astronomicamente, dovranno passarne altre tre, fino al 21 marzo, ma i giochi sono fatti e da un punto di vista statistico conta ciò che hanno ‘prodotto’ dicembre, gennaio e febbraio. Una invernata della quale si può dire tutto il male possibile per la sua inconsistenza. C’è da temere, poi, che come già lo scorso anno, il prosieguo possa riservare battute d’arresto durante la primavera con la vegetazione risvegliatasi precocemente: speriamo di no.
Intanto, c’è da rilevare un rovesciamento dello scenario, benché di portata contenuta. Che si prospettasse un peggioramento per lunedì 14, infatti, era pacifico: ma non che la perturbazione rse la prendesse comoda prima di sgombrare il campo. Questo non era atteso e neppure la neve a quote basse nel versante padano. La depressione sul Golfo di Genova ha svolto la propria opera con l’annesso sistema frontale, le cui spire nuvolose hanno dispensato pioggia e neve.
Da martedì 8 a martedì 15, dunque, davvero un bel divario: se l’8 l’orizzonte era sereno e senza nubi, eccetto rarissimi e serici cirri appena accennati nell’azzurro profondo, il 15 ha dominato il grigio più uniforme, così come era stato il 14 nella fase di pre peggioramento. Alle gelate notturne (asciutta l’8 e con deposito di brina quella del 9), facevano seguito miti ore diurne, caratteristica di molte giornate del presente inverno.
Il cielo tornava poi a coprirsi al minimo sbuffo occidentale il 10 e l’11, riuscendo solo il 10 a concedere parziali schiarite soleggiate nel pomeriggio. La tramontana, forte e moderatamente fredda, ricompariva sabato 12 con raffiche sui 50 km/h e aria molto asciutta. L’aumento delle nubi di domenica 13, atteso fin dal mattino, avveniva con calma olimpica concedendo un supplemento radioso per buona parte del giorno festivo.
Molto graduale la copertura nuvolosa anche nella notte tra domenica e lunedì 14, quando la pioggia iniziava intorno alle 6. Una fitta e fredda pioviggine scendeva per l’intera mattinata; densissima la foschia, al limite della nebbia d’avvezione, e calmo il vento come se l’atmosfera trattenesse il respiro preparandosi a qualche novità. Le precipitazioni, dopo la pausa pomeridiana trascorsa sotto l’immutabile soffitto di strati, riprendevano verso le 18 per poi farsi più ardite, a tratti, lungo la serata.
Nella notte, acqua, temporali e debole vento da NW – con temperaturae da 7°C a 2,5°C a Pontremoli e da +3°C a -2°C ai valichi del Brattello e della Cisa – hanno sancito un’evoluzione un po’ diversa da come l’avevano dipinta i modelli appena 12 ore prima. E così niente orizzonte pronto a schiarire, ma sistema frontale ancora in piena attività… e con sorpresa.
Ottimi gli apporti nevosi su tutti i rilievi, e non di 10-15 cm oltre i 1000-1200 m come pronosticato, bensì più copiosi (25-35 cm ai valichi) e venuti a rasentare anche quote collinari nella valle del Verde, a NW di Pontremoli. Le precipitazioni, dall’alba del 14 al primo pomeriggio del 15, hanno riempito i pluviometri con 50-80 mm restando più contenute solo nella Lunigiana Orientale.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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