Per un anno, dalla primavera 1944, Massa fu un obiettivo dei bombardamenti alleati

Le cronache del tempo ricordano come il 6 aprile 1944 i bombardieri alleati sganciarono le prime bombe sulla città di Massa: il fronte era ancora inchiodato sulla linea Gustav a Montecassino, ma le “fortezze volanti” avevano iniziato a battere le principali città italiane in territorio occupato. La strategia era quella di provocare il maggior danno possibile, colpendo fabbriche e altri siti produttivi impegnati nel sostegno allo sforzo bellico germanico e, soprattutto, interrompere le vie di comunicazioni stradali e ferroviarie per rallentare i rifornimenti al fronte. Quel giorno a Massa si contano 3 morti e 14 feriti: sono soltanto i primi di un lungo elenco che si sarebbe interrotto solo un anno dopo, il 10 aprile 1945, giorno della Liberazione della città ducale. Ma anche in quelle ultime ore dal cielo arriva, ancora una volta, la morte, questa volta portata dai proiettili dei cannoni tedeschi di Punta Bianca sparati contro i soldati americani che già sono entrati in città.
Per tutto l’inverno su Massa cadono le bombe sganciate dagli aerei alleati e i proiettili dei cannoni tedeschi. L’8 febbraio, ad esempio, a essere colpita è la zona del Duomo e di piazza Aranci: una decina i morti, pesante la distruzione; le foto scattate nelle ultime settimane di guerra e nei giorni della Liberazione mostrano una città in ginocchio. Anche la grande piazza è sconvolta, l’obelisco colpito in decine di punti che si mostrano ancora oggi all’occhio attento di chi passa.



