Sapere di non sapere

“Questa pandemia è un grande trauma dell’umanità e, al tempo stesso, costituisce una sorta di microscopio che ingrandisce criticità latenti nella nostra società. Oggi la nostra esistenza è diventata sopravvivenza: siamo passati in tempi rapidissimi dalla preoccupazione del benessere e della qualità della vita alla questione della sopravvivenza”.
Così Vittorino Andreoli, psichiatra e scrittore di fama internazionale, apre l’intervista rilasciata al Sir sul difficile momento innescato dalla pandemia, arrivando a ipotizzare che, a seguito di ciò, la civiltà occidentale nata in Grecia, passata per Roma e successivamente per il cristianesimo possa cadere nel dimenticatoio.
Secondo lo psichiatra, in realtà, la crisi era già innescata, almeno da quando si è cominciato a considerare le cose solo per il loro valore in denaro, giungendo poi a dare un prezzo agli uomini. Così abbiamo avuto sempre maggiori difficoltà a preoccuparci dello “scarto” di cui spesso parla Papa Francesco.
Se il valore della vita è legato alla capacità di produrre, dice Andreoli, chi non produce – un vecchio per esempio – non serve. Ecco allora che i “parcheggi” per gli anziani o la riduzione sistematica dei presidi ospedalieri sono la risposta a situazioni che, per essere affrontate in modo diverso, avrebbero bisogno di finanziamenti adeguati.
La pandemia non ha fatto altro che portare alla luce problemi già esistenti. Scopriamo, così, che si ipotizza di selezionare i contagiati in base all’età e alle patologie per quanto riguarda la possibilità di ricovero! Anche la disuguaglianza tra uomini e donne sono portate all’esasperazione da questa crisi, come dimostrato dalle statistiche su quanti perdono il posto di lavoro.
C’è sicuramente necessità di vaccini per debellare il coronavirus (distribuiti a tutti gli Stati equamente, senza distinzione), ma soprattutto ci sarebbe bisogno di un vaccino capace di guarire i cuori, “ammorbidirli”, renderli più aperti agli altri: un altro tema proposto da Francesco. Altrimenti, ci sono poche speranze di risolvere i problemi che si stanno sempre più incancrenendo: l’emergenza della povertà, la perdita del lavoro, l’accesso alla salute per tutti.
Lo smacco derivante dal fatto che questa pandemia abbia colto tutti di sorpresa – nonostante i molti soloni che si alternano sugli schermi televisivi – dovrebbe portare ad una riscoperta del mistero (con la M maiuscola, dice Andreoli), all’accettazione della sua presenza; un ritorno, sia pure su basi diverse, del sapere di non sapere affermato da Socrate.
Il cerchio, dunque, si chiude sulla speranza di un nuovo avvicinamento alla civiltà cui si faceva riferimento, con il cristianesimo che può dare un contributo fondamentale sul significato della vita e sul ruolo dell’uomo nel creato.

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