Onu, essere maestri nell’arte di costruire la pace

Il meraviglioso ideale che il 24 ottobre 1945 fece nascere l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Gli Stati membri sono oggi 193, cioè il mondo intero. L’Italia ne fa parte dal 1955

37ONU1Dopo infinite rovine volute dai tiranni del Novecento e non contrastate tempestivamente dalle democrazie per ingenuità o per opportunità, fu forte e urgente il bisogno di “trasformare le spade in aratri”: lasciate cadere le armi dalle vostre mani supplicò papa Paolo VI all’Assemblea generale dell’Onu nel 1965, ventennale della nascita ufficiale il 24 ottobre 1945 dell’Organizzazione del le Nazioni Unite alla conferenza di San Francisco con l’impegno a “mantenere la pace e la sicurezza internazionale” e basata sul principio di uguale sovranità di tutti gli Stati membri, 51 all’inizio, oggi 193, vale a dire il mondo intero.
L’Italia ne fa parte dal 1955 e adempie agli obblighi che vincolano ogni paese membro aderente, il più piccolo ma molto autorevole è il Vaticano e pertanto i papi hanno parlato all’Assemblea Generale, una delle strutture che costituiscono l’ONU, si riunisce una volta all’anno.
I maggiori poteri li ha il Consiglio di Sicurezza, è formato da 11 membri, 6 eletti a rotazione ogni due anni e 5 permanenti con diritto di veto: sono i rappresentanti di Cina, Russia, Regno Unito, Francia e Stati Uniti, ha competenza esclusiva di decidere contro gli Stati colpevoli di repressione o minaccia alla pace senza portarla in discussione nel’Assemblea generale: il diritto di veto limita l’operatività perché ognuno dei 5 può bloccare decisioni sgradite al proprio paese.
OnuL’Organizzazione delle Nazioni si compone anche di Consigli specifici per economia e società, giustizia, amministrazione fiduciaria, altri organi sono Fao, Unesco, Alto Commissariato per i profughi che ebbe il Nobel per la pace nel 1954. Il Segretario generale è nominato dall’Assemblea ma dopo raccomandazione da parte del Consiglio di sicurezza. La Carta adottata all’unanimità in 111 articoli definisce l’impegno a trovare soluzioni in campo economico, sociale, culturale, sanitario, educativo, a rispettare i diritti umani e a regolare i rapporti fra i popoli guidati dalla ragione, dalla giustizia liberando il mondo dall’incubo sempre imminente della guerra e dei tanti altri mali del “secolo breve”, il più violento della storia dell’uomo.
Nel concreto le azioni promosse dall’ONU sono state efficaci in qualche situazione (El Salvador, Mozambico) ma in molti casi sono rimaste inattuate le deliberazioni ONU: in Palestina, Sinai, Sri Lanka,Vietnam, Siria, Yemen, Kosovo e in molte altre situazioni critiche. Le più grandi delusioni vengono dal genocidio di Srebrenica, un massacro nel luglio 1995 di 8mila maschi bosniaci islamici in zona sotto protezione di 600 caschi blu olandesi che non intervennero per motivi non ancora chiariti, e dal genocidio in Ruanda nel 1996. Il Dipartimento per operazioni di pace organizza attività politica e diplomatica dei soldati detti Caschi blu che possono usare la forza per disposizione del Consiglio di Sicurezza e dopo accordi con le nazioni in cui sono in atto conflitti.

Perfezionare l’ONU adeguandola al mutamento delle esigenze

37Papa_Francesco_OnuL’ONU è una famiglia di popoli, compie missioni per prevenire conflitti, edificare e consolidare la pace, dare assistenza umanitaria, impiegare strumenti internazionali per lo sviluppo economico comune e non sperequato tra un’esigua minoranza di troppo ricchi e i moltissimi poveri e impoveriti. Le missioni di pace dei caschi blu sono numerose; gli italiani sono da anni in Libano, Iraq e altrove. I 13 soldati dell’aerobrigata di Pisa furono nel 1961 i primi dei tanti morti per l’ONU, massacrati da mercenari in Congo. Quest’anno per l’emergenza della pandemia solo i rappresentanti degli stati membri saranno presenti nell’Assemblea Generale, i capi di stato e di governo partecipano con videomessaggi.
Quello di papa Francesco chiede ai governanti di ritrovare autorità morale, di condonare il debito dei paesi poveri, di abolire i paradisi fiscali, dice inaccettabile respingere i migranti, e il progresso tecnologico lo ritiene utile solo se rende il lavoro dignitoso e più sicuro. Forte è il “grido della foresta”dei popoli amazzonici rivolto all’ONU perché li difenda dall’intervento del capitalismo che fa rapina delle loro risorse naturali e della loro identità. Sono indicazioni concrete anche più efficaci delle missioni di pace e di polizia internazionale dei caschi blu, che ebbero il Nobel per la pace nel 1988. Strumenti per costruire la pace sono prima di tutto ridurre le distanze sociali ed economiche e gli egoismi, favorire il dialogo, la cooperazione e i valori di fratellanza e uguaglianza fra i popoli.
Il presidente russo Putin nel suo videomessaggio chiede che l’ONU usi la sua autorevolezza per contrastare casi di mancanza di umanità, per promuovere scambi in tutti i campi, invita gli USA al dialogo sull’arsenale missilistico, ma l’invito viene da uno che uccide i giornalisti non omologati al suo uso dispotico del potere, avvelena gli oppositori, dà sostegno al dittatore bielorusso per poi forse fagocitarlo nel suo anacronistico proposito di ripristinare la “grande Russia”.
Un compleanno va celebrato con spirito di festa ma non senza rimarcare che l’ONU dopo 75 anni non è riuscita a sconfiggere i tanti mali contemporanei, debole appare la sua influenza di fronte al rafforzamento di poteri forti e all’insorgere di “democrazie illiberali”, denominazione in sé assurda, ma già in atto o nei sogni di qualche altro, anche a noi vicino. Il presidente Mattarella ha indicato la necessità di rafforzare la partecipazione, l’ONU ha reso migliore la vita della comunità internazionale e la grande visione che la fece nascere è più che mai attuale, ma ci sono anche manchevolezze e insufficienze del suo sistema. “Abbiamo di fronte avversari temibili: intolleranza, sottosviluppo, disuguaglianze, cambiamenti climatici. Bisogna accrescere l’efficacia delle iniziative di pace, che sono il cuore delle azioni del Palazzo di Vetro. Riaffiorano le crisi umanitarie che provocano emigrazione e terrorismo, rinnovata la corsa al riarmo, è messa in discussione la fiducia fra i paesi”.

Maria Luisa Simoncelli

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