Nubi e vento, ma un aprile ancora con poca pioggia

17meteoIn breve, titolando il pezzo di cronaca meteo di questa terza settimana di aprile, l’essenziale sarebbe stato detto. In dettaglio, da una sfilata inedita di giorni stabilmente assolati, si sono finalmente riviste le nubi a partire da lunedì 13; poi, ancora prevalente sereno il 14 e il 15, quindi le velature via via più spesse del 16 e del 17, ma con l’aria rimasta molto asciutta – come testimoniano le forti escursioni termiche fra il dì e la notte registrate fino a venerdì scorso – e la ventilazione, invece, tornata a seguire il regime di brezza.
Il 18 un altro segnale di svolta è venuto dall’aria più umida e dagli stratocumuli aggiuntisi a cirri, cirrostrati e altostrati dei due giorni precedenti. In ciascuno dei tre giorni dal 16 al 18, nelle ore centrali, è comparso l’alone solare: più intenso e duraturo il 16 e il 17 e meno appariscente il 18. Domenica 19, la nuvolosità, irregolare e su più livelli, è ulteriormente aumentata e i primi piovaschi si sono verificati tra il tardo pomeriggio e le ore serali. Nessuna precipitazione si era più verificata dal 30 marzo.
17meteo_tabellaLunedì 20, sul finire della notte, è ripresa la debole pioggia fino a mezzogiorno per poi proseguire solo con residue gocciolate. Dopo la nebbia d’avvezione del primo mattino, infatti, si è levato vento di scirocco ‘invorticato’ proveniente non dal mare, bensì dalla Valpadana, da Nord e da NE, attraverso i valichi dell’Appennino. Succede quando le correnti da SE compiono un giro molto lungo, infilandosi lungo l’Adriatico, penetrando in Valpadana da oriente e ridiscendo da Nord e da NE in Toscana e in Liguria. Così facendo, le correnti al suolo lasciano le nostre regioni in cosiddetta “ombra pluviometrica” (con precipitazioni più deboli, anche se molto durature), mentre interessano con apporti più abbondanti, al contrario, aree solitamente meno piovose come la pianura emiliana, l’Oltrepo pavese e il basso Piemonte con le colline che vi prospettano.
In definitiva, è andata a verificarsi proprio una delle poche situazioni che, fra le tante, reca meno pioggia sui versanti occidentali e sul Levante Ligure e l’Alta Toscana in particolare, zone con montagne esposte a SW e abituate ad essere normalmente irrorate da copiose e frequenti piogge dal transito delle perturbazioni atlantiche. Ma ben poco di ‘normale’ si è visto finora, sotto tutti gli aspetti, in questo primo quadrimestre del 2020. Per completare la cronaca, se da Nord è venuto lo scirocco birbante di lunedì, sempre da Nord è poi entrata l’aria più fredda di tramontana di martedì, vento che ha soffiato con un certo impeto sotto un cielo ben serrato di nubi che continuava a gocciolare a tratti.
Morale della favola: in questo aprile , il vento si è fatto sentire spesso, accompagnato da sole indisturbato per tutta la sua prima metà; poi sono arrivate le nuvole e, con molta timidezza, si è rivista anche la pioggia. Poca, per il momento: 6 mm a Pontremoli, 9 a Villafranca, 7 a Gragnola e qualcosa di più solo sulla catena appenninica in sinistra idrografica (37 mm al Lago Paduli e 44 al Passo del Cerreto).
Si tratta di robetta per un mese piovoso come aprile. Visto il miglioramento atteso fino a tutto il 26, il totale potrà incrementarsi solo in extremis a fine mese.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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