Un po’ di sole in fondo al tunnel di pioggia?

44meteoÈ stata un’altra settimana di tempo perturbato, con pioggia e vento, ora con maggiore intensità al nord, ora al centro o al sud. Le condizioni meteo-marine e astronomiche congiunte hanno determinto un’acqua alta enorme (la seconda conosciuta dopo quella del 4 novembre 1966) che ha inondato Venezia. I fronti perturbati hanno interessato, a getto continuo, la Penisola con abbondanti nevicate sulle Alpi (e, poi, anche sull’Appennino), piogge copiose a bassa quota ed altri fenomeni  come trombe d’aria, temporali, grandinate, venti molto forti, mareggiate. Dall’inizio del mese, solo nei giorni 13-14 si è avuta una tregua di apprezzabile durata.
L’estrema plaga del NW della Toscana, nel complesso, ha evitato il peggio del maltempo dei giorni scorsi registrando precipitazioni frequenti, ma non di grave impatto. L’afflusso di aria più fredda – e relativamente meno umida – del 12-13 ha recato schiarite nonché la bianca, intensa brinata del mattino del 14, unita alla prima e lieve gelata della stagione. Durante il dì, all’orizzonte, vi erano già le nubi più avanzate dell’ennesima perturbazione atlantica in arrivo: dopo le 15,30, rapida copertura del cielo e ripresa della pioggia proprio alla mezzanotte fra giovedì e venerdì.
44meteo_tabellaLa tre giorni di diluvio paventata, per nostra buona sorte, ha concesso alcune pause ed è scivolata via molto meglio di quanto fosse dato sperare. La notte di venerdì, rovesci temporaleschi sono stati accompagnati da forte vento da Sud e poi seguiti da precipitazioni più tranquille. Intanto, con il calo termico delle ore successive, si è abbassata pure la quota neve, inizialmente caduta oltre i 1700 m, per poi portarsi fino a 1300 m e infine intorno a 1100. Parziali e  fugaci schiarite al mattino di sabato hanno mostrato l’Appennino immacolato, una ‘finestra’ breve perché il cielo si è rimesso al plumbeo con altra pioggia a sera e neve segnalata fino a 800 m.
Domenica 17, come venerdì e sabato, le precipitazioni si sono prese le ore notturne, della prima mattinata, del tardo pomeriggio e della serata lasciando un po’ di respiro alla restante parte centrale del dì. Con la ‘tramontana scura’, la quota neve si è abbassata, specie nell’angolo di Lunigiana più a NW, quello zerasco-pontremolese. Sul resto della provincia, il levarsi delle correnti più miti da SE nella serata di lunedì ha fatto sì che si creassero contrasti di temperatura tipici di situazioni simili: dai soli 5°C con pioggia e vento di tramontana di Pontremoli ai 16°C della costa apuana con lo scirocco; il Passo del Brattello, al mattino di martedì 19, si è confermato ultima roccaforte di temperatura sotto zero con nevicata in atto, mentre al Passo del Cerreto, benché 300 m più alto, pioveva ormai da diverse ore per l’avanzata da SE di correnti più temperate. 

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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