Zeri, un’autonomia comunale nata dalla Rivoluzione francese

Davide Filippelli svela, in un libro appena pubblicato, il mistero della costituzione del Comune staccato da Pontremoli nel 1812

24libro_ZeriPuò sembrare incredibile, ma fino ad oggi non era nota la data di costituzione del territorio di Zeri in Comune autonomo: un vero e proprio mistero mai chiarito. Ci ha pensato Davide Filippelli – nato e cresciuto a Coloretta poi trapiantato a Firenze dove vive dopo una brillante carriera da dirigente della Regione Toscana – a togliere il velo e a indicare la data precisa.
Non è stato facile mettere gli occhi sui documenti giusti, anche perché alcuni archivi non sono disponibili o perchè distrutti dagli incendi negli anni della guerra (come nel caso di Zeri) o perché inaccessibili da tempo (come nel caso di Chiavari, capoluogo del Dipartimento degli Appennini nel periodo napoleonico).
Davide Filippelli, che di Zeri è stato sindaco dal 2007 al 2012, alla fine c’è riuscito e il risultato è a disposizione di tutti nell’agile libro Zeri. Un’autonomia nata dalla Rivoluzione francese appena arrivato nelle librerie. La data fatidica ora è scritta nero su bianco: 3 marzo 1812; così come il nome del primo sindaco: Giovanni Giumelli, nominato pochi giorni dopo. Sono quelli gli anni del dominio francese in Italia, con Napoleone impegnato ad una complessa riforma e organizzazione amministrativa dei territori via via conquistati.

Una rara immagine che mostra il palazzo comunale di Patigno come si presentava prima della ristrutturazione
Una rara immagine che mostra il palazzo comunale di Patigno come si presentava prima della ristrutturazione

E Davide Filippelli ne dà conto in maniera esaustiva, conducendo per mano il lettore nei meandri di quello che, altrimenti, sarebbe un labirinto fatale. Sei mesi dopo la presa di Milano, avvenuta nella primavera del 1796, le province lombarde costituiscono la Repubblica Transpadana; poche settimane dopo, le città emiliane si organizzano nella Federazione delle Repubbliche Cispadane e, nel gennaio 1797, adottano per la prima volta il Tricolore quale bandiera. In quel periodo Napoleone si è già impadronito di importanti città dello Stato Pontificio e anche di Livorno città dalla quale le truppe francesi muovono verso nord fino ad occupare Massa, Carrara e la Val di Magra.
I territori toscani del Granducato avevano visto, venti anni prima, il riordino dell’amministrazione: l’autore illustra nel dettaglio anche quale fosse la situazione nel pontremolese che, tra i Quartieri nei quali era stato diviso il territorio, vede anche quello di “Zeri e Rossano”. Sul finire del Settecento, dunque, le valli dello zerasco sono un “quartiere” di Pontremoli e la situazione sarebbe rimasta tale fino agli ultimi anni della riorganizzazione napoleonica che coinvolge quest’area proprio negli ultimi mesi del dominio del “Còrso”.
Nel maggio 1797 vede la luce la Repubblica Cisalpina nella quale è compresa la Lunigiana ex feudale ma non quella Granducale: così Pontremoli entra nei territori controllati da Napoleone solo nel 1799 e, dal giugno 1808, fa parte del neocostituito Dipartimento degli Appennini con capoluogo Chiavari.
Pontremoli ben presto diventa capoluogo di Circondario in una nuova e radicale riorganizzazione amministrativa che vede anche l’istituzione di nuovi Comuni: tra questi c’è Zeri. Tutto si svolge fra il 5 agosto 1811e il 3 marzo 1812, giorno del decreto di nomina di Giovanni Giumelli Maire del Comune di Zeri firmato dal prefetto Duval. Filippelli ci “regala” anche i nomi dei componenti il primo Consiglio Municipale, i primi passi di quella non facile autonomia e molti particolari della vita di un territorio al quale, dopo la lettura di questo libro, possiamo guardare con occhio davvero più consapevole.

(p.biss.)

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