Se ne va un anonimo gennaio

05meteoIn attesa di inquadrarlo meglio, cifre alla mano, la prossima settimana, si può dire subito che gennaio, il primo mese dell’anno nonché cuore del trimestre invernale, ha quasi totalmente evitato di fare il proprio mestiere. Più volte si è insistito sul suo caracollare tra condizioni meteo tardo-autunnali e avvisaglie di stampo simil-primaverile. Questi ultimi giorni non hanno mutato registro, di conseguenza rimane il giudizio di un gennaio fuori da ogni regola. Imputata n° 1 è la temperatura, ben al di sopra nella norma di stagione.
Per il resto, nella settimana in esame, solita alternanza di sole e di nubi con la novità della nebbia, accampatasi pure a Pontremoli al mattino di domenica 28. Una leggera gelata (il 24) e le brinate del 24, 28 e 29 sono gli unici tratti tipicamente invernali degli ultimi sette giorni. Poca pioviggine o al più debole pioggia, tra il 25 e il 26, hanno pensato bene di mantenere fangosi i suoli.
05meteo_tabellaLe ampie schiarite nel pomeriggio di sabato 27, senza che si levasse alito di vento, hanno facilitato il formarsi della nebbia da irraggiamento notturno in tutto il fondovalle al mattino di domenica 28. La nebbia, con brinata, si è dissolta a Pontremoli intorno alle 9:30, mentre nelle località a quota più bassa il nebbione è durato fino a mezzodì e oltre. Il mattino successivo, lunedì 29, ancora tempo nebbioso a valle e radioso fin dall’aurora su colli e monti.
A Pontremoli, nebbia bassa in banchi, ma con cielo visibile, e la solita brinata. Nel pomeriggio, gli stratocumuli in avanzata da SW hanno lasciato presagire il grigiore del martedì, e così è stato. La coltre di nubi ha avuto immediato effetto sul regime termico, attenuando l’escursione fra ore notturne e ore diurne: la temperatura minima è aumentata di 5°C e la temperatura massima è calata di 5°C.
Si avrà modo, prossimamente, di mettere a confronto il gennaio 2018 (un mese davvero mediocre, anonimo e misero) e vari mesi di gennaio sui generis in fatto di mitezza, sia per cogliere somiglianze tra l’uno e gli altri che per notarne alcune profonde differenze.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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