Aprile, il cuore d’oro della primavera

Non è dato sapere se maggio si comporterà all’opposto di aprile, ma intanto si dispone alla pioggia dopo una partenza sfolgorante ereditata dal suo predecessore.
È stato davvero un aprile singolare, che ha avuto ripensamenti minimi rispetto a un andamento asciutto e stabile che il mese centrale della primavera non è solito concedere con facilità: infatti, viene spontaneo definirlo un aprile dal cuore d’oro.
Fedele fino all’ultimo alla radiosa veste indossata già nei giorni di Pasqua, è come se avesse voluto estendere la propria benefica influenza a tutto il lungo ponte del 1° maggio. Con una parziale nuvolosità, ma non bassa e oscura, bensì sparsa e medio-alta, è avvenuto il passaggio da un mese all’altro al soffio del vento di tramontana. A Pontremoli, questo ha comportato un calo di 5°C nella temperatura massima di giovedì 30 rispetto a mercoledì 29 a motivo delle fresche folate boreali.
Per lo stesso motivo, nottetempo, l’agitazione atmosferica ha mantenuto più alta la temperatura minima dell’ultimo del mese. L’afflusso di aria fresca e secca, al cessare del vento, si è manifestato nelle basse temperature minime all’alba del 1° maggio, localmente prossime a 0°C nelle aperte campagne della zona assiale del fondovalle, presso il corso del fiume Magra, tra Villafranca e Filattiera.
Soleggiamento e secchezza dell’aria hanno molto ampliato le escursioni termiche tra le prime ore del mattino e quelle del primo pomeriggio.
Il ripristino del regime di brezza, corroborato dalla ventilazione sinottica sud-occidentale, ha delineato il quadro di stabilità del tempo consolidatosi in avvio del mese di maggio in attesa del voltafaccia meteo odierno.
Si possono, a questo punto, passare in rassegna i ‘numeri’ del tempo di aprile per tracciarne un sintetico profilo. Partendo dalla temperatura, il nostro si è piazzato ai… piani alti, risultando il terzo più tiepido (parlare di caldo ad aprile è francamente eccessivo) della serie storica di Pontremoli, presa a riferimento per la Lunigiana.
Il gradino più basso del podio, il terzo per l’appunto, se lo è conquistato con una temperatura media di 13,8°C (2,3°C oltre la norma 1991-2020), inferiore solo ai 14,8°C dell’aprile 2007 e ai 14,3°C dell’aprile 2018. Aprile 2026 ha occupato la terza posizione anche nelle serie storiche di Piacenza e di Torino, mentre a Parma si è spinto alla seconda.
Le temperature hanno mantenuto un livello elevato lungo tutto il mese senza punte straordinarie in singoli giorni: ed è proprio questa costanza a tenere alte le medie giornaliere, che prese insieme consentono di giungere alla sintesi della media mensile. Venendo alle precipitazioni, la loro modestia sia in termini di quantità che di frequenza facilita ogni calcolo, eseguito a mente: 16,6 mm a Pontremoli (quarto aprile più asciutto, con ogni probabilità, dal 1877), 12,6 mm a Villafranca e a Gragnola e 19,2 mm a Massa.
Si tratta di cumulati pari a non più del 10-15% del normale in Lunigiana e del 15-20% in area costiera e sublitoranea. Più secchi, a Pontremoli, furono solo i mesi di aprile del 1955 (0,6 mm), del 2007 (8,6 mm) e del 2011 (15,2 mm).
Da notare, infine, il basso indice di nuvolosità (3,4 decimi contro una media normale di 5,9 decimi negli ultimi 50 anni), che ha eguagliato il record stabilito appena sei anni fa, nell’aprile 2020.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni