Ha chiuso la libreria Tarantola a Sesto

Una presenza storica dal 1942. Battista Tarantola era partito da Montereggio a metà Ottocento come tanti librai ambulanti; poi la prima libreria a Monza dove resta il figlio Arturo, mentre Umberto, Carlo e Mario aprono a Sesto San Giovanni, Milano e Lecco

Le ampie vetrine della Libreria Tarantola a Sesto San Giovanni

Ha chiuso la Liberia Tarantola a Sesto San Giovanni: un’altra pagina dei librai di Montereggio che si chiude, definitivamente. Una presenza storica in città, lunga più di ottant’anni, da quel 1942 quanto Umberto Tarantola lascia la Brianza per continuare l’attività di famiglia nell’hinterland di Milano, una realtà industriale in grande sviluppo, dove prosperano grandi complessi produttivi come Falck e Pirelli, ribattezzata la “Stalingrado d’Italia” vista la presenza di migliaia di operai.
A partire da Montereggio era stato Costantino Tarantola un secolo prima: già il padre Giovan Battista aveva lasciato il paese e le strade dell’emigrazione lo avevano portato in Corsica. Costantino aveva scelto quelle della vendita ambulante, come tanti conterranei, prima le pietre per affilare le falci, poi anche libri, infine solo questi ultimi, nelle città e nelle campagne del nord Italia. Si era organizzato con un carro trainato da un mulo e, appena possibile, era stato affiancato dai figli: Battista, Antonio, Carlo e Luigi.

Giorgio Tarantola con Erri De Luca nella libreria di Sesto

Tra i primi a fermarsi fu Battista, a Monza, prima con una bancarella, poi con una libreria vera e propria, in un sogno che diventava finalmente realtà. Quella realtà che da qualche anno si era fatta difficile fino a diventare sempre meno sostenibile e portare Giorgio Tarantola alla decisione di chiudere la libreria in piazza Martiri di via Fani 1, proprio di fronte alla fermata “Sesto Rondò” della Metro 1.
“Dopo oltre un secolo di attività, la Libreria Tarantola nei prossimi giorni chiuderà le sue porte”: scrivevano così i titolari sulla pagina facebook il 24 aprile, “una scelta serena, consapevoli di aver dato tutto e ricevuto molto: dai lettori, dagli amici, dalla città”.
Quella storia iniziata da Costantino nell’Ottocento, durata sette generazioni finisce qui: “rimane ciò che è passato tra questi scaffali: storie, idee, relazioni”. La limitrofa farmacia si allargherà in quegli spazi che per decenni e fino all’ultimo hanno ospitato migliaia di lettori e centinaia di ospiti in affollate presentazioni: tutti i più noti scrittori – romanzieri, saggisti, giornalisti – sono passati dalla Libreria Tarantola di Sesto dove la clientela trovava “solo” libri.
Giorgio, l’ultimo libraio dei Tarantola in città, tra i riconoscimenti ottenuti può vantare il titolo di migliore libreria d’Italia assegnatogli nel 2018 dalla Fondazione Mauri di Venezia e la Gerla d’Oro dai Librai del Premio Bancarella in piazza della Repubblica a Pontremoli nel 2023. E per il “Bancarella” Sesto San Giovanni è una tappa obbligata nelle presentazioni preliminari alla serata finale.

In coda per il “firma copie” alla Libreria Tarantola

Una presenza che si ripeterà anche nel luglio prossimo come ci conferma Gianni Tarantola, cugino di Giorgio, tra i principali esponenti della Fondazione Città del Libro.
“Mio padre Carlo aveva aperto la propria libreria in centro a Milano nel 1945, il fratello Umberto da tre anni aveva la sua a Sesto, mentre Marco si era insediato a Lecco. Un altro fratello, Arturo, era rimasto a Monza nella libreria che il padre Battista aveva aperto molti anni prima nella centralissima piazza del tribunale, al ‘Ponte dei Leoni’ e vi sarebbe rimasto fino all’inizio degli anni Ottanta”.
Gianni Tarantola ben comprende la scelta del cugino Giorgio: “nel momento attuale la chiusura delle librerie è purtroppo una strada che sembra senza ritorno”. La concorrenza della vendita online con tempi di consegna brevissimi, l’enorme aumento del numero dei libri che si pubblicano e un catalogo che dura lo spazio di poche settimane, con titoli che appaiono e scompaiono a meno che non siano sostenuti dalla pubblicità televisiva. Essere librai oggi è sempre più difficile, in un mercato che non è più remunerativo.
A portare avanti il nome dei Tarantola al momento ci pensa la libreria nel centro di Belluno, a due passi dai Musei Civici.

Paolo Bissoli