Verso il sole di Pasqua

Quest’anno pare profilarsi un bel triduo pasquale, forse anche il Lunedì dell’Angelo per la gita fuori porta; condizioni stabili in concomitanza della Festa non sono così scontate, basti pensare alla domenica di Pasqua (era il 20 aprile) piovosa dello scorso anno, quando il tempo fu brutto anche il giovedì e il venerdì santo e, in parte, pure il lunedì 21.
Il periodo in cui cade la Pasqua, tra il 22 marzo e il 25 aprile, è infatti soggetto a instabilità e variabilità della primavera: è piuttosto raro che possano “infilarsi” giornate di bel tempo una dietro l’altra, mentre è molto più probabile che i cinque giorni compresi fra il giovedì santo e il Lunedì dell’Angelo vedano un alternarsi di piogge e schiarite, rovesci, temporali e fenomeni vari, neve, vento e grandine compresi.
Quest’anno le condizioni meteo saranno più favorevoli al Nord, all’opposto del Sud, dove il tempo sarà perturbato almeno nei primi giorni del triduo pasquale. Del resto in poche occasioni i diversi comparti geografici del nostro Paese condividono lo stesso tipo di tempo; lo si è visto anche nella settimana che ci si appresta a commentare.
Le correnti settentrionali, dalla metà di marzo, stanno dominando la scena meteorologica sull’alto bacino del Mediterraneo, il che non favorisce certo le precipitazioni sulle regioni del Nord e del versante occidentale, quello ligure-tirrenico, bensì sulle regioni centrali adriatiche e su quelle meridionali in genere, anche se pure al Sud risultano più esposti i versanti orientali (adriatico e jonico).
Al Nord, in questi casi, qualche rapido passaggio perturbato può, al massimo, interessare il Triveneto e passare rapidamente sull’alta Toscana, ma poi predilige la Romagna prima di concentrarsi nel Centro-Sud della Penisola.
È quanto è accaduto il 25, quando il tempo è andato peggiorando da mane a sera con pioviggine e poi pioggerella più fitta, accompagnata dal libeccio, fino al transito del fronte freddo temporalesco della serata (16,2 mm a Pontremoli-Verdeno) con il virare del vento da Sud a Nord, il ritorno di una effimera nevicata sui monti, prima che i fenomeni si concentrassero tra le aree toscane più interne (Mugello, Casentino, Pratomagno e alta val Tiberina), la Romagna e le Marche.
Quel tratto di Appennino, Tosco-Romagnolo e Umbro-Marchigiano, ha ricevuto una abbondantissima nevicata da fare invidia a quelle invernali, peraltro assai modeste nella passata stagione.
Raffiche di fredda tramontana hanno distinto la giornata di giovedì 26, quando le insistenti folate non hanno avuto gioco facile a recare schiarite neppure nel versante occidentale.
Con lo spostamento del sistema perturbato al Sud, il sole si è riaffacciato più franco solo venerdì 27 e sabato 28, sempre in compagnia delle sventolate boreali, benché più miti, specie nelle ore diurne di sabato.
Poche ore di tregua il 28, con il regime di brezza che si è imposto sulla tramontana, e domenica 29 si era già da capo con il rigirare del vento da Nord e il transito di una certa nuvolosità.
L’evoluzione diurna delle nubi, lunedì 30, ha riservato qualche sorpresa con gocce/piovaschi a valle e sfiocchettate oltre i 1300 m nelle ore pomeridiane; idem dicasi nella notte che ha introdotto martedì 31.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni