I cento e più ‘capricci’ di marzo

La metà del mese di marzo è stata doppiata domenica scorsa, festeggiata dal sole e dal vento dopo i ‘pianti’ di sabato 14 e della notte stessa di domenica 15. Il previsto ritorno delle precipitazioni, verificatesi nella settimana dal 9 al 15 con la pausa del 13, ha poi lasciato spazio a condizioni atmosferiche più luminose, asciutte e ventilate, tuttora in corso, mentre sta per avvenire pure l’atteso calo della temperatura.
Nei primi tre giorni della scorsa settimana, si è avuto a che fare con piovaschi più che con pioggia vera e propria, mentre il cielo si è mantenuto imbronciato con rare schiarite.
Tra l’11 e il 12, le precipitazioni si sono rivelate più sensibili nel settore centro-orientale del bacino del fiume Magra (quasi 50 mm a Gragnola) ed anche lungo la fascia costiera e sub-litoranea (42 mm a Massa). Leggere nevicate hanno interessato le vette appenniniche.
Venerdì 13, una parziale nuvolosità nelle ore centrali e pomeridiane ha tolto alla giornata la qualifica di serena, ma si è avuto comunque tempo più che gradevole con relativo freddo di primo mattino, piacevoli ore pomeridiane con massime fino a 18-19°C e ventilazione a regime di brezza. Nulla che potesse far presagire il repentino voltafaccia dell’indomani a chi non è solito informarsi sull’evoluzione meteo.
Sabato 14, il passaggio del fronte perturbato ha lasciato il segno con pioggia a tratti ardita, aria fredda e nevicate in montagna; i fenomeni si sono concentrati maggiormente sull’alta Lunigiana, dove sono caduti, fra la mattinata di sabato e la notte di domenica, fino a 50-60 mm (47 mm a Pontremoli-Verdeno), con gli apporti più cospicui (60-75 mm) sui rilievi zeraschi e mulazzesi.
Alle quote più elevate, oltre i 1500-1600 m, si sono accumulati 10-20 cm di neve fresca sul crinale tosco-emiliano. La nuvolosità ha indugiato per buona parte della mattinata di domenica, attenuandosi poco a poco da copertura strato-cumuliforme a velatura densa e poi più sottile, per poi cedere spazio alle schiarite pomeridiane.
Il vento di tramontana, piuttosto favonico, ha soffiato sia domenica che lunedì, quando la temperatura ha subito un rialzo più sensibile, in confronto al giorno festivo, alle quote più basse del fondovalle e lungo la fascia costiera.
L’aria più asciutta ha continuato a dominare anche martedì 17, già con un paio di gradi in meno rispetto a al giorno precedente per il rientro di correnti sempre di provenienza settentrionale o da NE, ma più fredde di quelle affluite domenica.
Quanto a volubilità atmosferica di stagione, quindi, niente di nuovo: è marzo, primavera già meteorologica, e presto (venerdì 20, ore 15,44) anche astronomica per lo scoccare dell’equinozio. Quel che non torna, e lo sapete, è il livello termico: ormai sempre troppo avanti, a rischio di batoste per il mondo verde causa l’alternarsi di tepore e di ‘strizzate’ di freddo.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni