Pur essendo un mese lungo a passare, eccoci alla fine di gennaio. La seconda decade si era congedata al soffio della tramontana che, finalmente, aveva restituito il 21 un cielo sereno o poco nuvoloso; difficilmente ne seguiranno altri in questo finale, pertanto gennaio ne ha elargiti solo tre: il 7, l’11 e, appunto, il 21. Non si è sciupato davvero, così come non ha fatto molti sforzi per recare il giusto freddo che avrebbe dovuto dispensare.
La settimana in esame si è, quindi, avviata con il sole e il vento asciutto. Calmatosi il flusso d’aria da Nord, il 22, dopo leggera formazione di gelo e brina, il cielo è andato prima rigandosi di cirri e poi velandosi di cirrostrati e di stratificazioni man mano più dense. Il peggioramento annunciato per il 23 non ha tardato a manifestarsi, seppur con precipitazioni deboli, nevose solo sull’alto Appennino.
Pure sabato 24 il tempo non ha raggiunto eccessi perturbati: la pioggia, infatti, è scesa ad intervalli e solo a tratti con intensità moderata, mentre a metà giornata non sono mancate ripetute comparse del sole fra la nuvolosità irregolare e fratta. Nel pomeriggio e in serata, poi, ha ripreso a piovere e a nevicare poco sopra i 1000 m.
Piovaschi intermittenti hanno caratterizzato il meteo di domenica 25, con nebbia estesa d’avvezione nella prima parte della mattinata sia nel fondovalle che sui rilievi. Una lieve tramontana scura si è destata per poche ore prima.
Le precipitazioni sono cessate nella notte di lunedì 26; il cielo non si è rasserenato che al sorgere del sole, provocando la formazione di banchi di nebbia fino a metà mattina, un supplemento di grigio prima che il cielo azzurro l’avesse vinta, grazie anche al levarsi della tramontana di breve durata di turno.
Si è potuto ammirare il crinale appenninico bene innevato, ma pensando quanto poco sarebbe sopravvissuto quel candore prima che l’ennesima perturbazione – di stampo più tardo-autunnale che invernale – ne facesse scempio. Il vento da Nord, quietatosi all’ora di cena, ha lasciato il cielo azzurro per buona parte della notte consentendo la formazione di brina e gelo. Le avvisaglie del sistema frontale, alle prime luci dell’alba, erano comunque ben manifeste. Il freddo è ristagnato fino a mezzodì, quindi i primi refoli di vento marino hanno iniziato a rimescolare l’aria intorno alle 13. La copertura nuvolosa si è compattata e la pioviggine si è avviata già prima delle 15.
Uno schema logoro che non cessa di riproporsi per mesi e mesi, al punto che viene quasi da pensare di vivere ormai un lungo autunno con gennaio che ricorda più un freddo novembre di un tempo.
I ricordi di questi ultimi giorni di gennaio vanno ai bei tempi in cui l’inverno sapeva fare il proprio mestiere con edizioni degne della stagione fredda: il 26-27 gennaio 2006, vent’anni fa, Pontremoli era alle prese con 70 cm di neve; un salto indietro di altri vent’anni, 1986, ed ecco le abbondanti nevicate dei giorni 28, 29 e 30. E tante altre annate si potrebbero citare, come il 1976 risalendo di un altro decennio, cinquant’anni fa, sempre a fine gennaio. Non che tutti gli anni fossero all’insegna di solenni nevoni, di ghiacci e di venti crudi per settimane o mesi di fila, ma certo capitava con maggiore frequenza rispetto ai giorni nostri.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



