Giovedì 25 dicembre – Natale del Signore
(Is 52,7-10 Eb 1,1-6 Gv 1,1-18)
Isaia non solo parla della bellezza dei piedi dei messaggeri che annunciano la pace, la salvezza, ma invita alla gioia, chiede alle rovine di Gerusalemme di rallegrarsi, perché Dio ha consolato il suo popolo, il Signore ha snudato il suo braccio davanti a tutte le nazioni e tutti i confini vedranno la Sua salvezza. Il principe della pace è venuto, e in Lui c’è la vita.
In Lui abbiamo la vita
Abbiamo in lui la vita, il Battista l’annunciava. Gli uomini non devono più temere, non devono più cercare altrove la vita. Non dobbiamo più chiedere la vita alle cose che non la possiedono, ma al Signore che ha in Lui la vita in abbondanza.
Ha compiuto la promessa fatta al popolo di Israele, perché non manca mai alle sue promesse. Non è simile ai nostri idoli ai quali chiediamo la vita quotidianamente a caro prezzo, e in fin dei conti non ce la danno nemmeno, anzi ci svuotano, ci lasciano con una profonda tristezza, una angoscia tale da non più volere vivere.
Ma il Redentore, il Figlio di Dio non ci chiede nulla in cambio dell’abbondanza della vita che ci offre, se non la conversione del cuore e la fede in Lui.
Lui è la luce vera
Lui è la luce del mondo, la luce degli uomini. Quella che illumina la via verso la vita. Una luce non come quelle artificiali che ci siamo fatti, che non brillano e non resistono. Lui è la luce vera, quella che illumina la tenebra, l’oscurità che si era impadronita del cuore dell’uomo.
Gesù scegliendo di farsi prossimo dell’uomo diventa la luce che l’accompagna, che lo guida e illumina il cammino pieno di ostacoli. Celebriamo oggi la festa dell’amore, l’amore di Dio che scende tra i suoi per non abbandonarli, per vivere insieme a loro e condividere ogni istante del loro pellegrinaggio verso la dimora eterna. L’amore si è fatto carne per vivere a fianco all’uomo.
Così ci insegna cos’è l’amore e come amare. L’amore è decidersi di fare entrare l’altro nella nostra vita, nonostante tutto quello che potrebbe convincerci del contrario. Dio ha osservato la miseria del suo popolo, ha sentito il grido dei suoi figli e ha deciso di venire in loro aiuto con braccia potenti (Es3,7).
Natale è la celebrazione dell’amore. Lasciamo che la luce ci illumini, che la vita vera ci possieda, così da darci la forza interiore, la profonda serenità per affrontare insieme i nemici della luce, e raggiungere la Gerusalemme celeste.
don Jules Ganlaky



