Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi

Domenica 24 maggio – Domenica di Pentecoste
(At 2,1-11 1Cor 12,3b-7. 12-13 Gv 20,19-23 )

La Domenica di Pentecoste, è in qualche modo lo scopo finale dell’incarnazione del Figlio di Dio, del progetto del Padre. Entrando nel mondo, Cristo ha dato il Suo corpo perché chiunque ne mangia e beve il Suo sangue abbia la vita eterna. Vita eterna che è la comunione con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Lo Spirito Santo è la persona della Trinità che tiene vive in noi le Parole del Figlio, e per questo infonde in noi i Suoi doni che ci permettono non solo di stare con Cristo ma anche di diventare autentici testimoni del Suo amore secondo il mandato ricevuto.
Lo spirito Santo che scende sui discepoli dimostra di essere Spirito di unione e non di divisione, né di discordia. Non è lo spirito del mondo (1Gv4,4), ma lo Spirito di Dio che è più forte di qualsiasi Spirito.
Lo Spirito Santo crea unione e comunione illuminandoci in un primo tempo attraverso i doni dell’intelligenza e della sapienza su quanto è bello e quanto è buono stare insieme. Dopo ci permette di realizzare, di attuare e vivere la comunione fraterna infondendo nei cuori la Sua forza che accompagna la perseveranza per restare saldi fino alla fine.
La consapevolezza della potenza dello Spirito ci deve rallegrare, giacché non possiamo niente senza di Lui. Il bene, da piccolo che sia, non può essere compiuto se lo Spirito Santo non ci dà la forza di realizzarlo. Così, nell’unità che siamo chiamati a vivere, nessuno di noi può considerarsi più forte, più importante degli altri.
Per una autentica comunione, il cammino d’insieme è fondamentale e nella corsa verso la salvezza dovremmo chiedere la grazia di stare al passo dei più deboli, che non significa fare una vita mediocre, ma diventare il lievito, il mezzo per convincere l’altro a riprendere con più entusiasmo il cammino. Diventare come Cristo messaggeri dell’immenso amore, della grande misericordia del Padre presso tutti i fratelli.
Se Cristo, mandato per la nostra salvezza, ci ha dato il Suo Spirito per restare con noi, ci insegna che è solo nell’unione, nella ricerca continua di nuovi motivi per stare insieme che lo Spirito Santo opera in noi.
In questa domenica siamo invitati a pregare lo Spirito Santo che infonda in noi i suoi doni, e ci dia sempre d’essere attratti dalla preghiera non solo personale ma soprattutto comunitaria, quella che affretta le Sue opere in mezzo a noi.

Don Jules Ganlaky