Maggio non cede, idem l’avvio di giugno

La speranza era che, dopo la cocciutaggine di maggio, uno dei più caldi e più asciutti, con giugno sarebbero riprese le piogge. Passate, infatti, le occasioni propizie del 28-29 maggio e del 3 giugno con episodi del tutto marginali, qualcosa di più risolutivo era atteso il 7-8 giugno. Martedì 7, alle 15, mentre si scrivono queste note un temporale ha apportato un moderato rovescio di pioggia e la ripresa di sole e di caldo fino a metà mese pare una certezza molto quotata. Intanto va detto che, dal 31 maggio ad oggi, pur senza piovute, il tempo non ha brillato davvero, presentandosi sereno soltanto il festivo giovedì 2.
Negli altri giorni, con cielo parzialmente e irregolarmente nuvoloso, le condizioni meteo sono state talora più gradevoli, talora un pochino afose a seconda della vivacità o meno della ventilazione. Venerdì 3, poi, si è registrata una prevalenza di cielo coperto sotto una cappa di altostrati e poi di stratocumuli con piovaschi contenenti sabbia nelle ore centrali del dì. Pur con un tempo mediocre, quindi, le temperature sono rimaste ben superiori alla norma, ovviamente a motivo della circolazione atmosferica dominante che vede da settimane, con rare e brevi pause, un afflusso di aria calda sull’Italia.
È stato solo grazie alla rinfrescata del 29, 30 e 31 se maggio si è dovuto rassegnare a non conquistare la primazìa termica, rimasta al maggio 2003. La temperatura media di maggio 2022, con 17,4°C, è rimasta giusto un decimo sotto i 17,5°C dello stesso mese di 19 anni fa, quello che precedette la lunga estate torrida del 2003. Soleggiato più del dovuto con 267 ore di eliofania totale (circa 50 più della norma), si è comunque tenuto a distanza dal maggio eccezionalmente radioso del 2011, che toccò quota 330 ore. Le precipitazioni, nota dolente non solo di maggio, ma dell’intero trimestre primaverile, sono state scarse e mal distribuite. È piovuto davvero poco, solo ad inizio e a fine mese, con la seconda decade completamente priva di apporti. In totale, 27,4 mm appena, circa un quarto della norma secolare e ottavo maggio più secco dal 1878. Maggio è l’unico mese che, in 145 anni, non presenta alcun totale inferiore ai 10 mm e che rarissimamente è sceso sotto i 20 mm.
Quanto al trimestre primaverile, è ancora la penuria di pioggia ad emergere, e in maniera eclatante. Si può infatti affermare senza alcun dubbio che la primavera 2022 si è chiusa con l’apporto più misero degli ultimi 145 anni, vale a dire soltanto 159,2 mm. Il totale medio primaverile è dell’ordine dei 390-400 mm, perciò dal 1° marzo al 31 maggio è caduta il 40% della precipitazione normalmente attesa. Ben sotto gli apporti normali anche il periodo gennaio-maggio 2022 (con 307,4 mm in 5 mesi), ma due casi ancor più estremi lo precedono: il lontano 1896 con 229,6 mm e il 1976 con 278,2. Non resta che augurarsi che il prosieguo dell’annata sia piovoso come lo fu nel 1976 da metà estate in avanti e, soprattutto, come avvenne nel 1896, distintosi per abbondanza di precipitazioni da giugno a dicembre.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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