Tempo e proverbi di fine stagione

45meteoLa scorsa settimana, il commento si era chiuso con l’auspicio che la ritrovata ventilazione asciutta (dapprima favonica e poi moderatamente fredda), messasi finalmente in moto, non durasse solo pochi giorni. Il pio desiderio è stato accolto nei ‘regni longinqui’, e la tramontana ha rinnovato visite e vigore mantenendo il cielo quasi sempre sgombro o appena dipinto di nuvolosità variegata in transito veloce.
Notevoli progressi sono venuti dallo stato del cielo, rimasto sereno o al massimo poco nuvoloso per tre giorni consecutivi, da martedì 17 a giovedì 19: sequenza non rara, a volte neppure a novembre, ma alla quale la elevata nuvolosità degli ultimi due mesi ci aveva completamente disabituato.
Il 18, in particolare, è trascorso limpido e con la gradita improvvisata del foehn nelle ore comprese all’incirca fra le 13,30 e le 16,30. Il guizzo subìto dalla temperatura e lo speculare crollo dell’umidità relativa hanno interessato quasi tutto il fondovalle della Lunigiana.
45meteo_tabellaLe temperature massime, a novembre inoltrato, si sono avvicinate o, localmente, hanno superato per un paio d’ore i 20°C, livello termico davvero inusuale per la stagione. A Pontremoli (Verdeno), la punta raggiunta di 19,3°C equivale a ben 7°C in più oltre la norma per quella data, mentre il 18 novembre con il valore record è rimasto saldo ai 20,4°C del lontano 18 novembre 1939. A Villafranca (Ghiaione), la massima si è portata fino a 20,9°C. Sereno e atmosfera asciutta hanno altresì permesso forti escursioni fra la notte e il dì nelle nostre vallate, come attestano i termometri che, con disinvoltura, hanno puntualmente registrato i passaggi dalle condizioni di lieve gelata all’alba ai tepori del primo pomeriggio.
Il 19, totalmente privo della comparsa di nubi all’orizzonte, pareva non poter essere la vigilia di un peggioramento del tempo, avvenuto, in effetti, con il repentino annuvolarsi nella notte del 20 e la pioggia caduta a partire dalle ore 3. Aria più fredda ha fatto sì che la neve, per qualche ora, cadesse fino a rasentare quota 800 metri, imbiancando i tetti delle frazioni lunigianesi più alte come, ad esempio, Sassalbo o Camporaghena. Cessate le precipitazioni intorno alle 10 del mattino e apertesi le prime schiarite subito dopo mezzodì, il vestito invernale alla montagna si è dispiegato agli occhi di chi è ancora abituato a ‘guardare per aria’.
La tramontana ha soffiato con buon impeto sia il 20 che il 21 portando schiarite sempre più franche, per poi lasciare in dono una domenica radiosa, ancora ventosa, ma con cenno di ripresa delle temperature, almeno nei valori diurni. La secchezza dell’aria, per chi ne ha voluto approfittare, ha consentito di asciugare più di un bucato.
Poi, la notte di lunedì, il vento boreale si è concesso il meritato riposo: così, ad avvezione d’aria fredda terminata, la temperatura è potuta risalire in montagna, mentre, al contrario, è proseguito il suo deposito indisturbato e silenzioso nelle valli. Le minime di lunedì 23 – quando, come recita il proverbio, “per S. Clemente, l’inverno mette un dente” – sono scese tra i -3°C e i -5°C.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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