L’ inverno chiude con un rush glaciale

09meteoNella settimana in esame – ormai nella fase finale dell’inverno – i venti settentrionali hanno soffiato fin da domenica 18, con maggiore veemenza tra il 21 e il 23. Sabato 24, la tramontana ha vestito panni più miti trasformandosi in favonio, specie nella Lunigiana orientale e lungo la bassa val di Magra: sorprendenti i 18°C registrati a Gragnola prima del crollo termico dovuto all’arrivo delle rigide sferzate artico-continentali.
La stratificazione nuvolosa, domenica, è stata accompagnata ad intermittenza da fioccate e da scaccianeve. Solo nei pressi della costa apuana e delle Cinque Terre, grazie ad una precipitazione più intensa, si sono viste imbiancate effimere, comunque significative per quelle zone a clima più mite.
09METEO_TABELLAIl continuo affluire di aria da NE ha poi abbattuto in generale il livello delle temperature come descritto. Una rapida verifica al database ha confermato che, a fine febbraio, è estremamente raro vedere temperature così rigide tipiche dell’ inverno in ore diurne: le gelate possono ancora recare, la notte e il mattino, punte minime inferiori a -10°C, ma nel primo pomeriggio, complice la maggiore durata del dì e l’avvicinarsi della primavera, è ben raro che l’aria si mantenga così rigida; infatti, le massime negative riscontrate scorrendo la serie storica dei dati di Pontremoli si ebbero in corrispondenza di giorni con cielo coperto, neve o vetroghiaccio: basti ricordare i casi del 28 febbraio 1979 e del 28 febbraio 1986. Altri particolari in articolo di cronaca.

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