In merito alla proposta choc di Trump. La scuola ha già le sue “armi”

L’ultima “ricetta” del presidente USA per fronteggiare le sparatorie

Studenti del liceo di Parkland, Florida, vengono fatti uscire dopo la strage (Agenzia SIR / AFP PHOTO / Michele Eve Sandberg)
Studenti del liceo di Parkland, Florida, vengono fatti uscire dopo la strage (Agenzia SIR / AFP PHOTO / Michele Eve Sandberg)

Comunque la si voglia guardare, la sparata (è proprio il caso di definirla così) di Trump sulle armi agli insegnanti non è definibile con parole castigate. Come sempre accade in casi simili, la recente strage al liceo di Parkland, in Florida, dove un 19enne armato di fucile da combattimento ha ucciso17 studenti, ha sollevato reazioni che sono andate da un estremo all’altro: dalla proposta di abolizione della libera vendita di armi all’invito ai cittadini ad armarsi ancora di più.
Se non avete ancora sentito le dichiarazioni di Trump, provate a indovinare da che parte si è piazzato questo personaggio a metà tra il cowboy fuori tempo massimo e il tipico imbonitore televisivo tanto amato dagli americani. La novità, che farebbe ridere se non fosse tragica, è che il presidente ha proposto di dare le armi agli insegnanti perché in tal modo sarebbero in grado di far fuori l’assalitore in men che non si dica, salvando così tanti ragazzi.
Volendo ragionare seriamente, si potrebbe suggerire a Trump che gli insegnanti le loro “armi” le hanno già. Non è detto che ottengano sempre buoni risultati, ma di certo non uccidono. Sarebbe assurdo pensare che la scuola possa insegnare a vincere la violenza con una violenza maggiore.
Si stima che dall’inizio dell’anno si siano verificate dalle 10 alle 20 sparatorie che in qualche modo hanno coinvolto una scuola americana: quasi impossibile tenere il conto preciso di avvenimenti simili anche solo limitandosi a questo secolo. La ong Gun Violence Archive ne ha registrate 273 a partire dalla strage nella scuola elementare di Sandy Hooks del 2012; in tutto sarebbero 318 le persone ferite e 121 quelle uccise.
Un presidente, che se non necessariamente il migliore dovrebbe almeno non essere il peggiore dei cittadini di uno stato, propone di rincarare la dose, distribuendo più armi e non di adottare strategie che cerchino di curare il male all’origine.
Sia pure di difficile verifica, i dati generali sul possesso di armi da parte di privati negli Usa sono agghiaccianti. Si parla di almeno 270 milioni di armi civili, più di una ogni abitante; in realtà ad avere un’arma è il 20-30% della popolazione adulta e metà delle armi sono possedute dal 3%: questi circa 7,5 milioni di persone possiedono una media di 17 armi a testa!
Ci ripetiamo: e per il presidente la soluzione è quella di aumentare l’uso delle armi. Questo rimpianto per il selvaggio West, dove la legge era la colt, solleva più di una preoccupazione una volta trasferito sul piano delle politica estera.
Sembrava che i potenti del mondo avessero capito che la gara a chi ha l’arsenale più rifornito può portare solo guerre e distruzione: speriamo che Qualcuno possa illuminare le menti dei governanti attuali perché riscoprano la verità di questa convinzione.

(a.r.)

Condividi

Scrivi un commento