Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arretato, si ritirò nella Galilea … perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia. L’arresto dell’amico non sembra scuotere Gesù che preferisce andare nella città delle genti a predicare, guarire e chiamare dei discepoli.
Si potrebbe vedere in questo un perfetto egocentrismo di Gesù che, dopo aver chiamato e affidato una missione, non si preoccupa nemmeno delle vicende del messaggero. Ma se così fosse farebbe del male solo a sé stesso, la sua missione avrebbe un problema.
Gesù sa bene, che solo continuando il suo compito presso le genti, lo stesso che ha affidato a Giovanni, potrà essergli di sostegno. Non si può essere in balia degli eventi e correre qua e là. Bisognerebbe imparare a focalizzarsi sullo scopo e saper scegliere cosa fare.
Quello che oggi in diversi casi gli uomini chiamano, vicinanza, socievolezza, o sostegno sono per la maggiore parte una fredda superficialità quando non sono sfoghi madornali dell’ipocrisia umana, per non smettere di tenere la maschera che amano molto portare. Gesù dà una risposta al suo amico, gli deve provare la sua vicinanza e sostegno, facendo quello per cui l’amico gli aveva preparato la strada.
L’agnello di Dio, del quale ha predicato, è arrivato e come poterebbe dimostrarlo a Giovanni senza predicare, guarire, e trovarsi dei discepoli, compiere i segni che attestano la Sua presenza? Sapere che il Messia, per il quale ha preparato la via, è già all’opera, sarà non solo di sollievo per Giovanni ma anche una forte garanzia per la sua propria vita che sembra essere in pericolo nella prigione.
Se il Messia, l’Onnipotente al quale niente è impossibile, è già all’opera allora Giovanni non ha più ragioni di temere la prigione umana. Colui che l’ha mandato, di cui ha proclamato il ministero e che lo stesso profeta Isaia ha profetizzato: “hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle spalle, e il bastone del suo aguzzino” (Is9,3) ha dato prova della Sua presenza nel modo più convincente.
Allora la scelta di Gesù di andare a predicare alle genti, guarire i malati e compiere le profezie che ricordava il Battista senza andare direttamente da lui non è un gesto di egoismo.
Impariamo come Gesù a non seguire dei codici sociali solo per fare buona figura, ma a portare un vero sollievo alle persone senza volere apparire. Spesso dovremmo proprio andare contro corrente per essere utili agli altri e portali alla vera Luce che è Cristo.

don Jules Ganlaky