Interessante conferenza a Pontremoli dell’arch. Mauro Lombardi all’Università delle Tre Età

La Lunigiana è una terra punteggiata da centinaia di paesi: comunità che si sono evolute nei secoli in un’area che dal fondovalle sale fino ai 1000 metri di altitudine. Ma come sono nati e si sono sviluppati i borghi che troviamo in tutte le vallate interne del bacino idrografico del fiume Magra?
Lo ha ben illustrato l’arch. Mauro Lombardi nella lezione che ha tenuto nei giorni precedenti il Natale di fronte alla platea degli iscritti all’Università delle Tre Età sezione di Pontremoli-Lunigiana.
Tutto ha inizio alcuni millenni fa, in piena età preistorica, quando le tribù nomadi si spostavano lungo la Penisola utilizzando gli unici percorsi possibili: i crinali delle Alpi e degli Appennini.
A questo proposito è sufficiente uno sguardo alla morfologia della Lunigiana per rendersi conto quanto essa sia del tutto particolare. Qui, infatti, lo sviluppo dell’Appennino lungo un asse sud-nord compie una netta virata in direzione ovest, racchiudendo le valli che confluiscono nella Magra all’interno di una corona di vette e colline oltre la quale sono i territori emiliani, liguri e del resto di quella che oggi è la Toscana.

Per millenni lungo questo itinerario naturale sono transitate popolazioni preistoriche che di volta in volta scendevano nelle valli lunigianesi alla ricerca di acqua o di selvaggina. Quelle aree divennero poi luoghi dei primi insediamenti e molti dei paesi attuali sono la diretta conseguenza di quei “castellari” che le primequanto misteriose popolazioni costruirono sulla sommità di colline non troppo lontano dai nostri borghi.
Finita la fase della presenza delle tribù dei Liguri Apuani con l’occupazione dei Romani avvenuta a seguito della fondazione della colonia di Luni, e conclusa la successiva fase dell’insediamento romano caratterizzato dalle strade di fondovalle, è nel Medioevo che si avvia l’organizzazione dei paesi, incastellati sulle alture a quote più o meno elevate, con la relativa trasformazione di un territorio dove prevale l’impianto dei castagneti.
Borghi fortificati, fondati soprattutto dai Malaspina, signori di quasi tutta la Lunigiana; borghi che evolvono in città, come nel caso di Pontremoli o di Sarzana; borghi che diventano capitali di feudo dei Malaspina e nei quali si ha, spesso, la costruzione di castelli.
Lombardi ha illustrato nel dettaglio alcuni di questi insediamenti.

Mulazzo: borgo circolare, cresciuto attorno all’antico e primo castello eretto sul promontorio, e poi raddoppiatosi al momento della costruzione di un secondo castello sul lato occidentale del promontorio lungo il quale si distende il paese.
Filattiera, borgo altomedievale, con il castello di San Giorgio, di chiara origine militare ma vicino al quale doveva essere un piccolo insediamento di forma ellittica, abitato da alcune decine di persone. Questo oggi è difficilmente individuabile, forse riconoscibile all’estremità orientale dell’organizzazione che i Malaspina, dopo la fondazione del nuovo castello, avevano dato al nuovo paese dalla forma poligonale e attraversato da tre direttrici viarie ben individuate.
E poi Ponticello, un borgo non fortificato dove erano le case a diventare fortezze, come evidenzia la presenza di un gran numero di case torri. Virgoletta, realtà che nasce lungo il crinale di un basso promontorio e si sviluppa in relazione con il castello dei Malaspina che sorge ad una delle estremità.
Stessa origine per Fosdinovo, dove il grande castello ha la funzione di polo-matrice di tutta la realtà del nuovo abitato. A Castevoli, invece, le “case-schiera” sono costruite dai Malaspina per i loro sudditi e qui borgo e castello si fondono in un una realtà unica e ben organizzata.

Interessante anche Montereggio, comunità sorta lungo il percorso di una strada importante come la Via Regia. Caprigliola è mutato nel tempo: deve le sue origini ai Malaspina ma si è evoluto in forme diverse con le poderose mura che lo circondano volute dai Medici alla metà del Cinquecento.
Tra i paesi oggi più periferici, l’arch. Lombardi ha citato Groppodalosio, nell’alta valle della Magra: un borgo di strada, luogo di sosta per chi percorreva le direttrici viarie che salivano al passo del Valoria (poco ad est della Cisa) o si dirigevano verso il valico che noi conosciamo come Cirone.
Un capitolo a parte il relatore lo ha dedicato a Bagnone che rappresenta una delle realtà più interessanti della Lunigiana. Sono, infatti, due borghi in uno: quello più alto, sorto sul finire del primo millennio, stretto attorno al castello e all’antica chiesa; e quello in basso, ben più antico e noto come “Gotula”, probabilmente già esistente nel V secolo. Chiara la sua vocazione commerciale grazie ad una posizione sulla quale convergevano tutte le comunità poste più in alto nella valle del Bagnone e dei suoi affluenti montani. Così questo borgo medievale si è evoluto, caso davvero raro, da comunità fortificata che nel tempo diventa commerciale, il luogo del mercato come testimonia la via principale fiancheggiata dai portici che caratterizzano la via principale del centro storico.
Paolo Bissoli



