Andate e insegnate è il titolo della raccolta delle omelie che il Vescovo Alberto Silvani ha pubblicato dal 2022 al 2025 sul Corriere Apuano. Il titolo riprende l’esortazione che Gesù rivolge ai discepoli nell’inviarli in missione ( Mt 28,19-20), nel portare all’uomo il messaggio sul Regno di Dio.
La raccolta si articola nei tre cicli annuali, in cui a variare sono i testi biblici. Nel primo anno si legge il Vangelo secondo Matteo, nel secondo quello di Marco, nel terzo quello di Luca, mentre quello secondo Giovanni lo ritroviamo in tutti tre gli anni.
Le omelie non sono “prediche” come per tanto tempo si è detto e si continua a dire, la predica sa di moralismo, di raccomandazione, talvolta di imposizione sulle spalle degli altri di pesanti fardelli che neppure noi stessi siamo in grado di portare.
La parola omelia deriva dal verbo latino “homileo” che significa “conversare” “confrontare”, quindi non è un discorso che cade dall’alto, ma un intrattenimento con la Parola di Dio che ci interpella nella vita di ogni giorno.
Compito urgente di chi tiene l’omelia è prepararla, non improvvisarla. Le omelie sono delle narrazioni e i loro tempi sono quelli della natura. Come già le feste ebraiche, anche quelle cristiane seguono i ritmi dell’anno solare, hanno il respiro delle stagioni e della terra, della semina e del raccolto.

L’omelia è parte integrante della Celebrazione Eucaristica, è un atto che realmente introduce nell’oggi di Dio, fa partecipi delle sue gesta salvifiche avvenute nella storia una volta per tutte.
Come tutte le narrazioni, la liturgia cristiana e l’omelia che ne è parte integrante hanno un centro: il mistero Pasquale di Passaione, Morte e Risurrezione di Cristo. La Domenica è il giorno di questa Pasqua settimanale, il Giorno del Signore. A partire da questo centro focale, che è anche il cuore del Credo Cristiano, l’anno liturgico manifesta di Domenica in Domenica la grande narrazione “del nuovo ed eterno Testamento” di cui parla la preghiera centrale della Messa, cioè dell’indissolubile legame nuziale tra Dio e l’umanità.
L’Avvento, il Natale, l’Epifania, il Battesimo di Gesù, la Quaresima, l’Ascensione e la Pentecoste sono la trama di questa storia avvenuta “secondo le Scritture”, come sottolinea san Paolo, creata dalla potenza della Parola di Dio. La liturgia è allora culmen et fons, punto di arrivo e di partenza della vita cristiana.
Spesso si sente dire dalla gente: “È più importante aiutare un povero, far visita ad un malato, fare un’opera buona, che andare alla Messa”. Dietro questa obiezione si nasconde una tendenza che è molto diffusa anche fra i cristiani, una tendenza che, in fondo, tradisce un problema di fede.
In altre parole, se faccio un’opera buona, mi sento utile, se vado alla Messa, mi sembra di rimanere passivo e di essere inutile. Questo perchè siamo portati a pensare che l’azione visibile sia efficace, mentre quella invisibile sia inefficace. L’azione di Dio, infatti, non si vede, mentre quella dell’uomo si vede.
Don Francesco Sordi



