Rovesciamento d’amore

Domenica 21 agosto – XXI del tempo ordinario
(Is 66,18-21 – Eb 12,5-7.11-13 – Lc 13,22-30)

Signore, sono pochi quelli che si salvano?”, Gesù è in cammino verso Gerusalemme e la domanda arriva, inciampa nel cammino del Maestro, dopo aver raccolto entusiasmi e dubbi, possibilità e delusioni: dopo aver raccolto vita, vita vera: perché la domanda è fondamentale. Come è possibile salvare la vita? Che è come dire: come posso non perdermi per sempre quando arriverà la morte? Ma anche: come posso dare senso a questo mio agire da uomo sulla terra? Come posso trovare significato in quello che faccio, spero, sogno? Come posso dare sapore e durata a questo immenso miracolo che è la vita? Del tale che pone la domanda non si dice nulla. Non sappiamo se fosse polemico o carico di speranza, non sappiamo se fosse nel pieno della vita o segnato da qualche delusione. Non sappiamo quale il tono della domanda. Ed è bello così. Perché quel tale siamo noi. Siamo noi in tutte le nostre sfumature derivate dal tempo e dalle condizioni. Siamo noi che chiediamo come poter mettere in salvo la vita dalla banalità quando ci concediamo tempo per pensare. Siamo noi che denunciamo l’inutilità dell’esistenza quando siamo segnati dal dolore o dalle sconfitte che la vita, inevitabilmente riserva. Siamo noi quel tale, quando delusi dai nostri limiti crediamo che non ci sia più niente da fare. Siamo noi quando preghiamo e imploriamo che Dio ci salvi, dovunque sia la nostra vita. La domanda sulla salvezza  è, in qualche modo, “la domanda”, il movimento del cuore e della mente che ci rende umani, che ci eleva a divini, che ci permette di superare i limiti del tempo e dello spazio per poter sperare nell’infinito. Ed è domanda per ogni stagione della vita, e in ogni stagione prende forme diverse. Non solo intellettualmente: un giovane cercherà salvezza in altro modo rispetto a un vecchio: ma la nostra umanità chiede sempre di cercare, sempre, le strategia perché noi ci si salvi, in qualche modo, evitando così che l’esistenza si trasformi in un tragico naufragio.
“Sono pochi quelli che si salvano?” Gesù raccoglie quindi la domanda e, come sempre la corregge: con tenerezza e decisione la prende tra le mani è la trasforma in altro: in un nuovo inizio, in un incipit, in una strada da percorrere…

Don Alessandro Dehò

Share This Post