Papa Francesco. Ritorniamo a sognare. La strada verso un futuro migliore

01libro_PapaUn virus ha fatto precipitare tutti in dolorosa solitudine, espressa in modo sconcertante dall’immagine di papa Francesco che il 27 marzo 2020 nel buio umido della sera in piazza San Pietro stanco, solo pronuncia la profonda riflessione che per uscire dal covid 19 e dalle altre occulte pandemie della fame, violenza, cambiamento climatico, dobbiamo farci toccare dal dolore degli altri.
Il libro Ritorniamo a sognare. La strada verso un futuro migliore (Piemme, Milano, 2020) è germogliato in quel momento e si è costruito in successive riflessioni. L’idea guida è che proprio nella distruzione e nel pericolo si apre la porta per superare la minaccia. Siamo a una svolta, è il momento di sognare in grande, di essere coraggiosi e creare qualcosa di nuovo verso il futuro.
Non possiamo tornare alle politiche e ai sistemi economici di prima con le loro false sicurezze centrate sul profitto individualistico, la crescita del Pil, che non crea il valore vero della vita perché non segue fondamenti etici di solidarietà e di giustizia. Il mercato senza freni, dogma del neoliberismo, ha generato lo scandaloso aumento di pochi ricchissimi e di tantissimi nuovi poveri, leso diritti delle persone, offeso gravemente la natura, sfruttate e anche fatte schiave moltissime persone, prodotto l’inverno demografico della scarsa natalità, messo in movimento tragico milioni di migranti e di profughi.
Papa Francesco ha idee chiare e concrete per dare a tutti accesso alle necessità basilari della vita, che sono terra, casa, lavoro. Agire per il bene comune richiede di incidere nelle situazioni delle periferie, dei poveri in un piano di forza spirituale, di presenza costante di Dio. Non è sogno visionario, cambiare si può.
Francesco incarna le sue affermazioni già nella sua esperienza personale che lo ha migliorato profondamente in tre momenti molto dolorosi (una grave malattia, l’esilio in Germania, l’allontanamento in un angolo sperduto argentino), fu una purificazione che lo rese più tollerante, comprensivo, capace di perdonare. Illuminato dalla fiducia in Dio e nel popolo di Dio, aiutato dalla forza della preghiera, sapiente e molto ricco culturalmente, articola la struttura di base del libro su tre parti tra loro correlate in unità nell’azione. Il tempo di vedere porta a capire che la rigenerazione dell’umanità deve partire da un’ecologia integrale e dal contrasto al deterioramento culturale ed etico: è una metamorfosi assolutamente necessaria. Il tempo di scegliere richiede di destinare a tutti i beni della terra.
Siamo interconnessi e ciò comporta accettare lo straniero, cercare la verità col dialogo discutendo le idee senza mentalità rigida e arrivare a superare le contrapposizioni con la dinamica dei processi sinodali del confronto, Francesco ha realizzato tre sinodi su famiglia, giovani, Amazzonia. Incontrarsi per riconciliare le differenze mediante discernimento, ascolto e mediazione consente di conservare il meglio di sé su un piano superiore. Il tempo di agire porta a rovesciare ciò che opprime con la speranza e la ricerca di obiettivi condivisi.
Uniti nella diversità, ci salvano la fratellanza, l’incontro, le azioni concrete di integrazione dei poveri. La speranza del papa si fonda sull’energia morale e la passione civica che ha incontrato nelle periferie, nei movimenti popolari e moltissimo sulle donne, che sono più consapevoli dei difetti dei modelli economici realizzati, sono pratiche e capiscono con realismo come funzionano le cose. Il papa propone di inserire meglio la presenza e la sensibilità delle donne nei processi decisionali: in Vaticano l’ha già fatto.

Maria Luisa Simoncelli