“La solidarietà consente di crescere e progredire”

Il discorso del presidente Sergio Mattarella alla consegna delle onorificenze al Merito della Repubblica Italiana

08onorificenze_Mattarella2020a“La solidarietà che avete manifestato non è soltanto altruismo. È invece sentirsi parte di una comunità. E praticarla rende i cittadini protagonisti e costruttori della società”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia che si è svolta al Quirinale lunedì scorso, durante la quale ha consegnato l’onorificenza al Merito della Repubblica Italiana a 32 cittadini distintisi per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità, per le attività in favore della coesione sociale, dell’integrazione, della ricerca e della tutela dell’ambiente.

Sono 32 i premiati, ecco alcuni di loro

Tra le 32 Onorificenze al Merito della Repubblica Italiana consegnate nei giorni scorsi ci sono l’imprenditore triestino Christian Bracich, 44 anni, che, quando una dipendente gli comunicò di aspettare un figlio, trasformò il suo contratto in uno a tempo indeterminato.
Pompeo Barbieri, 25 anni, ingegnere informatico, nel 2002 rimasto per 11 ore sotto le macerie della sua scuola; paralizzato, trapiantato di rene, dopo la riabilitazione si è avvicinato al mondo del nuoto, conquistando due medaglie d’oro ai campionati italiani assoluti invernali.
Romolo Carletti, 84 anni, di Montemignaio (FI), che ogni giorno accompagna a scuola Xhafer, un bambino macedone di 7 anni non vedente, altrimenti impossibilitato a frequentarla.
Massimo Pieraccini, 56 anni, di Firenze, per la costanza con cui da anni è impegnato nelle delicate attività di trasporto urgente connesse a donazione e trapianto di organi.
Angelo Pessina, 57 anni, e Francesco Defendi, 55 anni, di Bergamo, per essere intervenuti in soccorso dei passeggeri di un velivolo precipitato al suolo e andato a fuoco.

08onorificenze_Mattarella2020b“So che molti di voi hanno manifestato sorpresa quando hanno avuto la notizia di questi riconoscimenti, e lo capisco”, ha sottolineato il Capo dello Stato, aggiungendo che “non mi sorprende perché pensavate, e pensate, di aver fatto semplicemente quel che vi appariva giusto nelle circostanze che si sono presentate o negli eventi che avete attraversato”.
“Naturalmente – ha osservato Mattarella – questa sorpresa accresce la riconoscenza. Perché, come è ovvio, come è evidente dai vostri comportamenti, non lo avete fatto per ottenere la notorietà dei riflettori. Ed è veramente un motivo di ringraziamento forte che avverto nei vostri confronti”.
“Aiutare delle persone in pericolo, impegnarsi per far superare condizioni di sofferenza e difficoltà, di emarginazione, di bisogno, impegnarsi per la cultura e la ricerca scientifica, adoperarsi per la difesa dell’ambiente, attivarsi per la legalità”, ha rilevato il presidente della Repubblica, “sono tutte manifestazioni di un unico ambito, che è quello della solidarietà, del coraggio di essere solidali nei confronti di singole persone o della società nel suo complesso”.
08onorificenze_Mattarella2020c“Questo – ha ammonito – è ciò che significa avvertire il senso di un destino comune della nostra convivenza in Italia, e non soltanto nei nostri confini, ma in un mondo che sempre più presenta sorti comuni nel suo futuro e nel suo presente, addirittura”. “La spinta egoista va in direzione dello star bene da soli. Invece il senso di solidarietà porta a sostenersi reciprocamente, all’avere bisogno degli altri per condividere speranze e difficoltà, e per camminare insieme, come nella convivenza è indispensabile”.
“Talvolta leggo e ascolto alcune considerazioni piene di ironia nei confronti dei cosiddetti ‘buoni sentimenti’”, ha denunciato il Capo dello Stato, secondo cui, invece, “preoccuparsi del bene comune, preoccuparsi degli altri, non è un’espressione buonista, da libro ‘Cuore’. È piuttosto – ha ammonito – l’esser consapevoli che la convivenza è questione comune; significa rendersi conto che è necessario attivarsi concretamente perché la società si sviluppi positivamente per il suo progresso in tutti i settori. Perché la solidarietà consente al Paese di crescere e progredire”. Dopo aver ricordato i doveri inderogabili di solidarietà sanciti dall’art. 2 della Costituzione, Mattarella ha rilevato come “nella storia moderna e contemporanea ci sono due parole che hanno avuto grande successo, per fortuna: libertà ed uguaglianza”.
“Ma – ha osservato – se non vi fosse accanto ad essi il senso della convivenza rischierebbero di essere due parole incompiute. Una società fatta di liberi e uguali, ma non solidali, rischierebbe di essere sterile. E, in realtà, senza il senso della convivenza comune rischiano anche di venir meno la vera uguaglianza e la vera libertà”. “Nel nostro Paese vi è tanta solidarietà”, il tributo del Capo dello Stato: “Vi sono molte radici, profonde, antiche: la sua civiltà, la sua cultura, il suo umanesimo.
È un carattere tradizionale della nostra società, del nostro Paese”. “Ma la solidarietà – ha notato – non si realizza per inerzia, automaticamente; va fatta vivere, praticandola e realizzandola nelle varie stagioni, perché altrimenti si disperde”. “È necessario far conoscere quel che di bene avviene”, ha concluso Mattarella: “Raccontarlo. Diffondere la notizia. Facendolo si rende anche un servizio alla verità e un servizio alla Repubblica”.

A.B. – Agensir

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