Maggio rimandato in quasi tutte le ‘materie’

23meteoL’avvio di giugno ha fatto riassaporare giornate di sole e portato il primo e desiderato caldo diurno, giacché finora temperature sui 24-25°C erano rimaste nei sogni e, per il resto, maggio ha tradito non si dirà l’attesa di chissà quali condizioni ideali, ma financo l’anelito ad una modesta, mediocre, normalità; ha fatto pena sotto tutti gli aspetti, con valori degli elementi climatici che, presi insieme, dipingono una situazione che non si registrava da almeno 35 anni nel mese di tarda primavera.
Infatti, se si guarda il campo termico, un maggio così freddo non si ricordava dal 1991; un maggio così nuvoloso e, di conseguenza, così povero di sole non capitava almeno dal 1984, mentre sul fronte della quantità e della frequenza delle precipitazioni andò peggio in diversi mesi del passato, sia recente che remoto.
23tabella_meteoMaggio, con riferimento agli ultimi trent’anni, presenta a Pontremoli una temperatura media di 15,6°C (15,2°C nel trentennio 1981-2010): il maggio 2019, con una media pari a 12,9°C, accusa uno scarto dalla norma di -2,7°C rispetto al periodo 1989-2018 e di -2,3°C dal 1981-2010. Nel 1991 la media fu ancora più bassa (11,5°C); fu simile a quest’anno nel 1987 (12,8°C) e di soli 11,3°C nel 1984, il maggio più freddo della serie storica di 90 anni di osservazioni.
Le precipitazioni, anomale e localmente record in qualche zona di alcune regioni del Nord e del Centro (Triveneto, Emilia-Romagna, Marche, Lazio), sono state più contenute altrove. In provincia, situazione variegata anche in un territorio ristretto come il nostro: Pontremoli (161,2 mm)  ha avuto una dose non troppo superiore alla norma (vi si contano almeno 20 mesi di maggio più piovosi di questo negli ultimi cento anni), mentre a Gragnola (155,2), Massa (172,4) e segnatamente a Villafranca-Ghiaione (235,8)  il dato si discosta di più dai canoni.
Dicasi lo stesso per i giorni piovosi con apporto di 1 mm: dai 13 ai 17, tanti (norma 9-10), ma qualche volta si è superata quota 20 con punte di 24 nel maggio 1984. Note eclatanti sul fronte dell’eliofania: non solo maggio ha visto splendere il sole per meno ore di quanto avvenuto in aprile, in marzo e persino in febbraio (nonostante  i tre giorni in meno e le giornate più corte!), ma addirittura gennaio può vantare un monte ore (138,6) superiore a quello dell’oscuro maggio, fermatosi a 132,8 ore di sole! In termini relativi, significa che a gennaio si è goduto un buon 48% delle ore di sole teoricamente possibili, passando per il livello eccelso di febbraio (62%), quello ottimo di marzo (59%), il mediocre aprile (39%) per approdare al pessimo 29% di maggio.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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