Presentato il nuovo romanzo di Corrado Leoni “Gli scomunicati. Nascita della Costituzione”

Alla vigilia della Festa della Liberazione a Casola

La presentazione del recente romanzo di Corrado Leoni a Casola è avvenuta in una circostanza particolarmente simbolica. L’appuntamento dello scorso 24 aprile, l’ultimo dei tre venerdì in cui il comune lunigianese ha ospitato la rassegna letteraria “ApriLibro”, è stato riservato a un tema che ha ben preparato il clima per la festa nazionale del giorno seguente, la Festa della Liberazione.
Il romanzo, infatti – che è uscito a gennaio 2026 per la casa editrice Kimerik – si intitola “Gli scomunicati. Nascita della Costituzione”, e dà vita a quei mesi ferventi che videro l’Italia liberarsi dal nazi-fascismo e, poi, tentare la strada di una lenta ricostruzione. Corrado Leoni è tornato a cimentarsi con la pagina forse più difficile, e tanto più perché ancora aperta, della nostra storia contemporanea. Una materia che dimostra di aver sondato con grande pazienza, e che è già stata d’ispirazione per un altro dei suoi numerosi romanzi, “Partigiani non santi ma combattenti”, del 2021.

La presentazione del libro a Casola

L’autore, dialogando con il professor Andreino Fabiani, ha dato un saggio del suo approccio al romanzo storico. Perché il punto di vista del narratore affonda le sue basi in una solida tradizione, viene da dire, neorealista. Quella fase di transizione dalla dittatura alla costituzione, e dalla monarchia alla repubblica, viene osservata dall’autore – il quale, nato nel 1942, nei suoi primi anni avrà visto in prima persona la graduale creazione del mondo nuovo – attraverso l’umile esperienza degli abitanti della rurale Lunigiana.
Leoni ha voluto mostrare come la grande storia si rifletta anche sullo spazio ristretto della vita di questa gente. I suoi personaggi hanno le ferite, la rabbia, la voglia di giustizia, il bisogno di ricominciare a vivere che hanno segnato in quegli anni un paese intero. La documentazione alla base di questo racconto, che viene tanto dallo studio della storia ufficiale quanto dal dialogo con tanti di questi testimoni silenziosi, lo salva dallo scivolare in una facile retorica di vittoria.
Gli “scomunicati” messi in scena da Leoni, coloro che erano stati bandati dal fascismo, si trovavano davanti alla necessità di inventare una comunità nuova: il che significa fare i conti con il passato, ma anche andare avanti e trovare un equilibrio.
Uno dei temi portanti, su cui si è insistito molto durante la discussione, è come per quegli uomini fosse urgente creare un nuovo stato e dei nuovi cittadini. La nascita della Costituzione, che diventa così la formula per sintetizzare il romanzo, è un grande processo storico, un processo rivoluzionario, che è servito a risanare una società che, deposte le armi, si ritrovava confusa a tutti i livelli.
La fine della barbarie infonde nei cuori la speranza di aver ricostruito la giustizia. Ma, come avviene all’indomani delle guerre civili, si ripropongono i rancori, ci sono poteri nascosti e, in breve, continua a esistere, mutata di forma, la violenza. Racconti come questo, insomma, fanno vedere dall’interno cosa ha significato il percorso che ha portato ai capisaldi della nostra comunità: la democrazia, l’uguaglianza, i diritti delle donne…

Davide Lombardi