Il trimestre più freddo dell’anno meteorologico si è congedato con febbraio, mese che è trascorso senza aver messo in campo segnali caratteristici dell’inverno.
Le abbondanti nevicate che hanno ricoperto i più alti crinali appenninici, infatti, si possono tranquillamente verificare a quelle quote anche in autunno e primavera. Dopo le prime due decadi piovose, la terza – vera e propria decade non è, essendo composta di otto giorni – si è mostrata più tranquilla e, soprattutto, molto mite.
Del tempo della settimana in esame c’è davvero poco da dire: partita col sereno dei giorni 24 e 25, si è distinta per un cielo più vario nel prosieguo per poi approdare alla copertura totale di domenica 1° marzo, mese che ha perciò esordito sotto una grigia cappa di stratocumuli.
Ed ecco la pagella di febbraio e qualche dato in sintesi su tutto il trimestre invernale 2025-26.
Lo scarto da norma della temperatura media mensile, grazie alla sensibile mitezza finale, si è portato da 2,5°C a 3°C e più, spingendo il febbraio 2026 sul secondo gradino del podio: solo il febbraio 2024 ha retto all’attacco confermandosi il febbraio più tiepido da inizio rilevazioni con una temperatura media di 8,9°C.
Il nostro segue ora a ruota con 8,7°C, mentre al terzo posto è il febbraio ‘sessantenne’ del 1966 (8,2°C), che scendendo di un gradino ha tolto dal podio il 2007 e il 2014 che avevano fatto registrare una media di 8,1°C.
Non si sono, lungo il mese, registrate temperature elevate degne di nota in singoli giorni, bensì un livello termico sopra norma con costanza, ad eccezione di rare visite del freddo. Poco ha potuto il relativo clima rigido della prima decade di gennaio nel riequilibrare la barca, visto pure l’andamento molto mite già sperimentato a dicembre.
Alla resa dei conti, se febbraio si è assiso al posto d’onore accanto al collega da primato di due anni or sono, la stagione invernale nel complesso ha scalato la graduatoria man mano che il mese procedeva per poi conquistare la terza posizione al… fotofinish del 28 febbraio: con saldo alla guida degli inverni più miti il 2006-07 e riconfermatosi in piazza d’onore il 2023-24, il 2025-2026 è risultato terzo.
Stessi piazzamenti di febbraio e dell’invernata si sono verificati nelle serie storiche di altri osservatòri meteorologici storici, ad esempio a Moncalieri e a Piacenza.
Sistemate le temperature e passando al capitolo precipitazioni, si nota un marcato scostamento dalla norma in febbraio, che ha quasi doppiato il proprio totale mediamente atteso, ma gli accumuli più modesti di dicembre e quelli solo di poco in eccesso di gennaio hanno abbastanza riequilibrato l’apporto complessivo stagionale, per lo meno nell’alta Lunigiana.
Infatti, oltre ai 251,2 mm registrati a Pontremoli-Verdeno, il febbraio 2026 ha visto livelli discosti da un capo all’altro della non estesa provincia apuana: 275,6 mm a Villafranca-Ghiaione contro, ad esempio, 135,0 mm a Gragnola, molto più in linea con i canoni del terzo e ultimo mese dell’inverno, solitamente non aduso a distinguersi per piovosità.
I 156,8 mm di Massa città, circa il 50% in più della media, si collocano quindi tra i valori elevati fino a pressoché doppi (75-100% in più) registrati in alta Lunigiana e quelli prossimi alla norma notati nel medio fondovalle del bacino dell’Aulella.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



