Mi invocherà e io gli darò risposta

Domenica 22 febbraio – Prima di Quaresima
(Gen 2,7-9; 3,1-7 Rm 5,12-19 Mt 4,1-11)

L’inizio della quaresima ci permette di meditare su due episodi di tentazione. La tentazione di Adamo ed Eva e la tentazione di Gesù. Nella prima il maligno va trovare gli uomini per confonderli e li vince, nella seconda è Gesù che va dal maligno e vince.
Lo Spirito Santo Lo spinse nel deserto per essere tentato. Il Figlio dell’uomo è venuto per distruggere le opere del male, distruggere il maligno con le sue menzogne. È per la salvezza dell’uomo, che Gesù, una volta battezzato, viene condotto nel deserto per affrontare il maligno.
Infatti, Matteo dice che alla fine dei quaranta giorni di digiuno ebbe fame, solo alla fine dei quaranta giorni, e la fame che Gesù prova non è la fame del cibo ma della salvezza dell’uomo. Le tentazioni del maligno sono sulla golosità, la vanagloria e l’avidità.
Gli stessi vizi con i quali tentò Adamo ed Eva: il cibo e l’ambizione del titolo divino. Loro hanno cercato di dialogare con il maligno e hanno perso ogni cosa.
Ma Gesù qui ci indica una via, l’unica, che è la Parola di Dio. Non entra in dialogo ma risponde al tentatore con la Parola di Dio. Dalle due tentazioni possiamo dire che nessuno è al sicuro dalla tentazione, giacché la virtù si riconosce nella lotta. San Paolo ce lo ricorda, non c’è corona o gloria senza battaglia, la buona battaglia (2Tm4,7).
E non c’è luogo o persona che il maligno non possa raggiungere. Anche nel giardino del paradiso, è andato a trovare Adamo. Il maligno, come il male, è accovacciato alla nostra porta.
Anche nei luoghi più santi che potremmo raggiungere, sarà anche lì ad aspettarci. Ma ciò non deve farci disperare, perché abbiamo nella Parola di Dio la migliore arma. Per di più Dio non ci abbandona e non permette mai che veniamo tentati oltre le nostre forze. Permette che il maligno ci tenti per una maggiore gloria, perché Dio sa trarre dal male il bene, e far concorre ogni cosa al bene di coloro che Egli ama.
L’inizio della quaresima ci ricorda che in ogni momento della nostra vita Dio sarà sempre con noi. Ci ha dato certo la sua Parola, ma non ci lascia da soli a combattere. Nella sua vittoria contro il maligno abbiamo vinto anche noi.
Il Suo deserto non toglie i nostri deserti ma li rende vivibili, e ci insegna il digiuno nella preghiera. Il digiuno per non diventare schiavi dei sensi e dei beni di Dio, la preghiera per incontrare Dio e avere la forza di digiunare meglio.
La quaresima è il tempo favorevole per riprendere di nuovo il deserto e trovare motivi per viverci giacché non siamo del mondo ma viviamo nel mondo.

don Jules Ganlaky