Formazione dei padrini e delle madrine per il Battesimo e la Cresima

Riflessioni e proposte sul tema della proroga per altri tre anni della sospensione di un ufficio così importante

Papa Leone XIV l’11 gennaio ha celebrato la Messa del Battesimo del Signore e battezzato alcuni bambini nella Cappella Sistina (Foto Vatican Media/SIR)

Ho appreso con sorpresa la recente comunicazione relativa alla proroga di ulteriori tre anni della sospensione dell’ufficio di padrino e madrina per i Sacramenti del Battesimo e della Confermazione.
Pur comprendendo le motivazioni pastorali che hanno condotto a tale scelta, e riconoscendo la responsabilità e il discernimento che competono al Vescovo nel governo della Diocesi, sento tuttavia il desiderio di condividere una riflessione maturata nel servizio che svolgo, seppur modestamente, accanto ai catechisti e alle famiglie.
Tra molti operatori pastorali laici vi era l’attesa di una progressiva normalizzazione di questo ufficio, nella convinzione che, nel contesto attuale di crescente secolarizzazione e di progressivo allontanamento delle nuove generazioni dalla vita ecclesiale, i momenti sacramentali – in particolare il Battesimo dei bambini e la Cresima – rappresentino occasioni preziose di riavvicinamento alla Chiesa per tante famiglie.
Sappiamo che il padrino e la madrina non sono figure simboliche o meramente affettive, ma svolgono un autentico compito ecclesiale, come previsto dal Diritto Canonico (can. 872-874; 892-893): accompagnare il battezzato e il cresimato nel cammino di fede, sostenere la famiglia nell’educazione cristiana, testimoniare con la propria vita la coerenza evangelica.
Proprio in un tempo in cui molti bambini e ragazzi crescono in ambienti culturalmente distanti dalla fede, tale figura potrebbe diventare una risorsa pastorale fondamentale, se adeguatamente formata e responsabilizzata.

Il Sacramento della Cresima (Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Per questo, più che una sospensione prolungata, si potrebbe valutare l’introduzione di un percorso formativo obbligatorio per padrini e madrine, articolato in almeno 4-5 incontri, con finalità non burocratiche ma evangelizzatrici.
Il percorso potrebbe aiutare a comprendere: il significato cristiano del Battesimo e della Confermazione; il senso del “rinascere dall’acqua e dallo Spirito”; i segni sacramentali (acqua, olio, luce, veste bianca); la responsabilità ecclesiale del padrino e/o della madrina; il ruolo dei genitori e dei padrini nella crescita cristiana del bambino; la testimonianza cristiana nella vita quotidiana; la riscoperta personale della fede.
Gli incontri, di carattere formativo e dialogico, potrebbero prevedere momenti di presentazione, ascolto, condivisione, spazio per domande e riflessioni comuni, oltre a un tempo di preghiera con la Parola di Dio.
Al termine del percorso, un attestato di idoneità – analogo a quello previsto per il corso prematrimoniale – potrebbe rappresentare non un ostacolo, ma un segno di consapevolezza e responsabilità.
L’intento non sarebbe quello di selezionare, bensì di accompagnare, offrire un’occasione autentica di evangelizzazione; trasformare un gesto tradizionale in un cammino di fede; responsabilizzare adulti battezzati spesso lontani dalla pratica ecclesiale.
Certo bisognerebbe confidare nella maturità dei fedeli e nella guida sapiente e determinata dei Pastori. In definitiva credo che investire nella formazione dei padrini e delle madrine possa costituire un segno profetico e una concreta risposta pastorale alla crisi della trasmissione della fede.

Edamo