Oggi con me sarai nel paradiso

Domenica 23 novembre – Gesù Cristo Re dell’universo
(2Sam 5,1-3; Col 1,12-20; Lc 23,35-43)

L’Anno Liturgico finisce proponendoci la contemplazione di Gesù che entra nel suo Regno accompagnato da un pentito, il primo di una lunga serie di persone che riconoscono il proprio peccato e che confidano nella misericordia di Dio.
1. Costui è il re dei Giudei. Durante la Passione di Gesù si intrecciano le azioni di vari personaggi che più o meno consapevolmente realizzano quanto era stato predetto sulla sua missione.
Così l’iscrizione fatta porre sulla croce da Pilato a prima vista è irriguardosa verso il popolo di Israele che pretendeva un re maestoso e si ritrova un condannato, ma in realtà riconosce che Gesù è il vero Davide, il re secondo il cuore di Dio.
Inoltre nella sua persona, con la sconfitta sofferente e non con la forza esibita, Gesù realizza la profezia del Servo Sofferente, del re mite e umile di cuore, e nella sua carne compie l’unità perfetta e definitiva del nuovo Israele, di tutti i veri credenti in Dio.
2. Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno. Pur vedendo Gesù appeso alla croce, il ladrone pentito riconosce la sua regalità e gli chiede un ricordo quando “entrerà nel suo regno”.
La richiesta viene esaudita, perché la croce è il trono dal quale Gesù allarga le braccia per accogliere tutti gli uomini. Dall’alto della croce Egli regna su persone, popoli, nazioni e sull’universo intero, perché nel suo sangue ha riconciliato gli esseri della terra e quelli del cielo, e il suo strumento di condanna è diventato il segno della sua gloria.
3. Ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore. Tra il brano di San Paolo che ci parla di Gesù “immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione”, “perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili”, e la descrizione della crocifissione di Gesù corre un abisso, a prima vista inconciliabile.
Il brano del Vangelo ci ricorda che Gesù esercita il suo dominio non con la forza o come una potenza mondana, ma nella debolezza della croce e con la proposta di valori diversi: a colui che li accoglie, viene promessa la partecipazione al Suo Regno.
Gesù ha assunto e vissuto tutta la realtà della condizione umana e l’ha trasfigurata nella sua pasqua. Entra nel paradiso e giunge alla piena intimità con il Padre portando con sé la sua umanità e una moltitudine di fratelli che ha sottratto al potere delle tenebre e trasferito nel suo regno di amore.
Come nel Primo Testamento Dio, ricordandosi della promessa fatta ad Abramo e alla sua discendenza, ha liberato il suo popolo dalle mani degli Egiziani, così nel Secondo Testamento per mezzo del sacrificio di Gesù Dio Padre offre a tutti la possibilità di entrare nel paradiso, cominciando dai peccatori. Ricordiamo la spiegazione della Lettera agli Ebrei: “Gesù è mediatore dell’alleanza nuova, e il suo sangue purificatore è più eloquente di quello di Abele” (Eb 12,24).

† Alberto