Il riallestimento del 2015 curato dall’arch. Canali di Parma
Le sette statue stele di Groppoli nell’allestimento progettato dall’arch. Guido Canali
Sono passati 50 anni dalla prima inaugurazione, ma anche l’affascinate allestimento attuale del Museo festeggia un compleanno “tondo”: il restauro e il restyling radicale curati dall’architetto Guido Canali venivano, infatti inaugurati 10 anni fa, il 21 maggio del 2015. Nel 2007 dall’incontro tra il professore Tiziano Mannoni dell’Università di Genova e la professoressa Caterina Rapetti, allora vicesindaco di Pontremoli e assessore alla cultura, nasce l’idea di un rinnovo complessivo del museo, che trova poi il sostegno della Regione Toscana, della Provincia e della Sovrintendenza.
Il nuovo allestimento viene affidato allo Studio Canali Associati di Parma che già aveva curato il museo della Pilotta a Parma e il Museo dell’Ospedale di S. Maria della Scala a Siena. I lavori durano dal 2009 al 2015, il tempo di due diverse Amministrazioni Comunali che tuttavia trovano una inedita sinergia.
Il Castello del Piagnaro che domina la parte più antica del borgo medievale di Pontremoli
L’obiettivo è garantire una fruizione più efficace, una esposizione più completa che accolga anche i ritrovamenti più recenti e che sia completata da strumenti multimediali. Sono di Canali la proposta di utilizzare per l’esposizione anche “la manica”, la parte più meridionale del castello a ridosso del primo cortile, all’epoca magazzino e deposito di materiali di risulta, così come le scelte illuminotecniche capaci di valorizzare al meglio il “popolo di pietra”.
La statua stele Minucciano III ritrovata nella località sul confine tra Lunigiana e Garfagnana (foto Museo delle Statue Stele Pontremoli)
Ad accogliere i visitatori è ora la “Casola”, forse dal punto di vista iconografico la più famosa delle statue, ed alla collezione si è aggiunto il gruppo di Groppoli, ritrovato ad inizio anni duemila. Nella manica trovano spazio la maggior parte delle stele più antiche, mentre al primo piano, in quello che era il vecchio museo, sono visibili le stele più recenti, in particolare il gruppo delle sette ritrovate a Groppoli all’inizio del nuovo millennio, il materiale multimediale e la mappa dei luoghi dei ritrovamenti.
Sotto la guida del nuovo direttore, l’archeologo Angelo Ghiretti, il museo torna finalmente anche ad aprirsi al territorio con ricerche e nuove acquisizioni. All’inaugurazione in quel maggio 2015 non manca (quasi) nessuno: assessori ed ex assessori di due Amministrazioni, l’allora sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, la Sindaca Lucia Baracchini, la Musica Cittadina e la Compagnia del Piagnaro.
Non ha invece fatto in tempo a vedere l’allestimento che rilancerà definitivamente “il museo dei menhir” la persona che più di tutti ha voluto e promosso la collezione lunigianese: Augusto Cesare Ambrosi, morto nel 2003, a cui l’intero museo è stato meritatamente dedicato.
Statue… a spasso
La statua stele Sorano V trovata durante i lavori di ristrutturazione della Pieve
Il sogno di Ambrosi sarebbe stato averle tutte sotto un unico tetto, sono invece molte le statue conservate in altri musei o “in giro” per la zona.
La stele di Zignago, primo ritrovamento, è conservata al Museo di Archeologia Ligure di Genova Pegli, la stele di Fosdinovo nel Castello di Castiglione del Terziere, le nove di Pontevecchio, l’affascinante testa della stele di Verrucola e alcune ritrovate a Filetto si trovano al Museo Civico della Spezia.
Una statua, la Filetto II, scoperta attorno al 1870, è nel cortile di Palazzo Bocconi – Zucchi Castellini a Pontremoli, due sono conservate nella Pieve di Sorano, mentre la “Reusa” è a Casola in Lunigiana.