Dopo due settimane esatte di ottobre con tranquillità anticiclonica, per l’intero Centro-Nord Italia, si è riaffacciato il tempo piovoso come compete alla stagione: trascorse neppure 24 ore dalle prime precipitazioni di lunedì mattina, ecco che il ritorno delle perturbazioni atlantiche si è tradotto in situazione di criticità per l’area costiera della provincia apuana.
Risalendo a martedì della settimana precendente, 14 ottobre, si parte con la cronaca di una giornata parzialmente nuvolosa, ma sostanzialmente più che buona, nell’ambito del prevalente sereno avuto in sorte a partire dal 6 ottobre.
I giorni dal 15 al 18 si sono distinti per il bel sole dall’aurora al tramonto, le notti e parte delle mattinate più che fresche – fredda in particola quella del 18 con le prime comparse di brina nelle aperte campagne del fondovalle – e le ore pomeridiane ancora miti, anche grazie ai venti deboli quando non completamente assenti.
Le graduali velature e gli addensamenti serali di domenica 19 hanno annunciato la svolta delle condizioni atmosferiche, attesa lunedì 20 e puntualmente verificatasi. L’ambiente cupo, umido e abbastanza freddo della piovosa giornata tipicamente autunnale – del tutto consueto a ottobre, ma quest’anno sperimentato finora più tra il tardo agosto e il mese di settembre con temperature certo più miti e durata maggiore del dì – ha richiamato alla ‘dura realtà’ del fatto che il nostro sia un clima caratterizzato dall’abbondanza delle precipitazioni.
Ottobre ha fin qui concesso una loro minore frequenza, ma si sta prendendo la rivincita, localmente, per le quantità, rapidamente incrementate a motivo dei nubifragi di inizio settimana.
Arrivati alla sera di lunedì 20, la distribuzione degli apporti si è mostrata non propriamente omogenea dalla Cisa a Montignoso e da Zeri a Casola, ma non si sono notate neppure eccessive differenze da un capo all’altra della provincia, un territorio di non ampia superficie.
Nella notte, invece, e sul far del mattino, i nubifragi scatenatisi sul confine di regione e sulle zone di Carrara e Massa e immediati paesi a monte hanno recato diffusamente e in poche ore 100-150 mm di pioggia con punte di oltre 200-250. Conseguente è stato l’effetto ‘alluvione-lampo’ a valle delle Alpi Apuane con i soliti allagamenti di sottopassi e di aree esondabili.
Ai primi di settembre, in occasione di diluvi ancora più gravosi nell’entroterra chiavarese, si era avuto modo di spiegare in quali casi e perché si verificano questi diluvi dall’impatto severo sui bacini idrografici di piccola estensione.
Seguiranno, nei prossimi giorni, come annunciano le previsioni, altre mandate di acqua piovana; ma intanto, in soli due episodi (quello del 4-5 e questo del 20-21), alcune stazioni hanno già racimolato un cumulato pluviometrico pari a quello che si sarebbe potuto distribuire meglio lungo l’intero mese di ottobre con apporti più frequenti e meno intensi.
D’altro canto, in Lunigiana, prevale ad oggi una situazione diversa, dove alla scarsa frequenza si è congiunta la moderata quantità, ben lontana da quella dei mesi di ottobre più piovosi.
Un panorama variegato, dunque, a dispetto della modesta estensione territoriale della nostra provincia.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



