Quell’ultimo abbraccio sigillo di un amore più forte della morte

Gian Ettore Gassani è conosciuto come uno dei maggiori avvocati esperti in diritto di famiglia; la legge sulle adozioni è una delle battaglie che gli sta particolarmente a cuore, così come le tragedie riguardanti i femminicidi e gli orfani delle mamme barbaramente uccise; è opinionista televisivo ed apprezzata firma di importanti testate nazionali; il romanzo L’ultimo abbraccio (Ed. Diarkos, 2022) è incentrato sull’amore, sulla memoria, sulla famiglia perduta, costantemente cercata, ritrovata dopo varie peripezie.
Pagine che si susseguono sul filo delle forti, dolci emozioni che accarezzano il dolore. Caldo il sole dell’amicizia vera e genuina, capace di asciugare le lacrime, anche quelle più amare, ridando colore al grigiore del cielo e forza per rinascere guardando al futuro. Con determinazione e voglia di riscatto.
Il protagonista Dimitri Wozniak, dopo la morte della moglie e la fuga del figlio, porta sulle spalle il peso del silenzio di una casa vuota, il prezzo duro dell’isolamento. Vive a Pozen, cittadina dal nome immaginario sulle sponde del Dnipro.
Dopo un’attesa, durata tre decenni, finalmente gli viene recapitata una lettera inviata dall’adorata sorella Maria, che vive lontano da lui. Nella busta c’è pure una sbiadita foto che li ritrae insieme. Sorridenti e felici, prima delle tempeste che avrebbero segnato, in modo indelebile, la loro esistenza.
Nella mente e nel cuore un turbinio di ricordi, al centro una data: 1940. Anno della scomparsa dei genitori e della segregazione nell’orfanatrofio in cui il protagonista ha vissuto con la sorellina, circondandola di tenerezza fra le mura fredde testimoni di pianti, di notti insonni.
Certamente prive di sogni ed animate da paura. Quel luogo tornerà, con prepotenza, nella sua quotidianità insieme ad una quercia “magica” custode silenziosa ed affidabile di teneri segreti. Albero maestoso capace di unire la vita di Dimitri con quella di cinque orfanelli destinati a cambiargli la vita.
erché la fratellanza ha braccia robuste, atte a regalare sostegno, conforto e speranza di un domani migliore. Le vicissitudini che si snodano nel libro appartengono anche alla vita professionale dell’autore per cui spicca una forte umanità, un appassionato trasporto per l’impegno a vantaggio delle adozioni, anche internazionali, comprese quelle in Ucraina ed in Bielorussia.
Senza mai scordare le atrocità della guerra. Una sconfitta. Sempre e per tutti. Essere accanto ai bambini che soffrono, impegnarsi per offrire loro una vita umanamente decorosa è dovere di ogni persona, indipendentemente dalla latitudine geografica. Dimitri vive svariate tragedie, ma ogni volta gli viene offerta la possibilità di rinascita, grazie alla delicatezza delle donne che incrocia nel suo viaggio nel mondo. Abbracci dati e mancati, come succede a ciascuno di noi.
Abbracci desiderati che, a volte, non abbiamo avuto il coraggio di dare, magari per pudore, perdendo occasioni affettive importanti con relativo rammarico. L’ultimo abbraccio dato a Dimitri è il sigillo di un amore più forte della morte.
Un libro profondo e mai banale meditazione sull’esistenza, sui valori che l’arricchiscono nell’altalena dei desideri, dei sogni, delle sconfitte, delle vittorie. Il tempo, e le esperienze narrate, influisce sulla scrittura e sul suo stesso ritmo. Sostenuto, a tratti, quasi vorticoso. Sicuramente attraente in quanto rispecchia caratteristiche che fanno parte della nostra quotidianità.

Ivana Fornesi