La rincorsa delle perturbazioni

Il ritmo incalzante del transito di sistemi frontali e la rincorsa delle perturbazioni non hanno conosciuto requie neppure nella settimana in esame. Prima di lasciare spazio a previsioni incoraggianti, ecco il succedersi degli eventi che ha chiuso la prima metà di febbraio e inaugurato la seconda.
Tra il 10 e il 16, in particolare, i due giorni risultati più cupi sono stati martedì 10 e sabato 14. Martedì scorso, una debole pioggia, a tratti non più di una pioviggine, è caduta con insistenza dal primo mattino fino a tarda sera e notte di mercoledì 11 cessando solo alle 8 del mattino fra banchi di nebbia d’avvezione.
La neve è scesa fino a quota 1300 metri. Nel passaggio notturno, il vento è girato da capo da Nord a Sud, ma il ‘marino’ ha avuto vita breve, ché la tramontana riprendeva a dominare già prima di mezzodì recando effimere schiarite.
Le parziali aperture, in effetti, duravano poco più di un amen, tanto che la notte di giovedì 12 erano di nuovo acqua e vento di libeccio. Sul far del mattino, il ripetersi del diradarsi della copertura nuvolosa, poi ecco una parvenza di favonio a garantire qualche ora in più di intervallo nel succedersi delle… carrozze del trenino composto di fronticelli perturbati.
Al mattino di venerdì 13, un incredibile sereno nel quale si stagliava il crinale appenninico innevatissimo non traeva certo in inganno perché già si sapeva come sarebbe finita: addirittura con il rapido imbronciarsi del cielo nel corso del pomeriggio, cosa attesa solo in serata, mentre il libeccio riprendeva il sopravvento e, già all’ora di cena, si ripresentava il consueto gocciolare.
Alla resa dei conti, tuttavia, le cose andavano poi meglio nel corso di sabato 14, visto che le attese piogge si moderavano interessando le ore notturne per poi attenuarsi a gocciolate e pioviggine, per quanto noiose, lungo la giornata: trascorsa, comunque, sotto un cielo invariabilmente grigio e il soffio di una tramontana ciclonica, ovvero ‘scura’. Le nevicate interessavano i rilievi montuosi dai 1200-1300 metri in su.
Il netto miglioramento previsto per domenica, a quel punto, non poteva proprio mancare, e si è avuta l’impressione di averlo pure meritato, anche se con il tempo non è mai il caso di avanzare delle pretese! La ventilazione da Nord si è mutata in aria finalmente molto più asciutta, favonica, e le schiarite, ampie e punteggiate di cumuli, hanno retto fino a sera, quando il cielo stellato ha fatto bella mostra di sé.
Quanto sia potente l’Atlantico in queste settimane, a coronamento di quella testé descritta, lo si è avuto all’alba di lunedì 16, emersa dal buio restituendo per l’ennesima volta uno spazio aereo affollato da nuvolaglia irregolare.
Un altro fronte, questa volta povero di fenomeni, è transitato sulle nostre lande, neppure troppo ‘immusato’ avendo concesso brevi pause soleggiate.
Martedì 17, ultimo giorno di Carnevale, è andata decisamente meglio con il sole che ha trionfato alla grande.
Si vedrà se le previsioni ottimistiche per il prosieguo saranno rispettante. Intanto, nella sua prima metà, febbraio ha già recato ben più delle precipitazioni che la norma gli assegna per l’intera sua durata. Nelle nostre località di fondovalle, distribuiti in una decina di episodi, si sono misurati dai 150 ai 200 mm di pioggia: sarebbero più che sufficienti anche per il resto del mese!

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni