Si è svolta domenica scorsa a Massa l’iniziativa interreligiosa giunta alla 19.ma edizione
Domenica 11 gennaio le vie di Massa hanno ospitato la Marcia Interreligiosa della Pace, giunta alla sua 19.ma edizione, organizzata dalla Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli con l’Azione Cattolica diocesana e numerose realtà associative e religiose, tra cui Caritas, Pastorale sociale e del lavoro, Migrantes, Chiesa Metodista di Carrara, l’Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste, la comunità musulmana con l’associazione Assadaqa e la Progoti Bangla Community.La presenza di gruppi appartenenti a storie, culture e fedi diverse testimonia, anno dopo anno, come la pace sia un bisogno primario e universale, che riguarda ogni donna e ogni uomo di qualsiasi età. Il corteo, composto da oltre quattrocento persone, è partito dalla stazione di cittadina, luogo simbolico che richiama gli arrivi e le partenze: segno di accoglienza, ma anche di connessione con un mondo globalizzato, dove i conflitti hanno un impatto sempre più esteso.
Prima della partenza, le autorità civili hanno salutato i partecipanti, ricordando l’importanza di non sentirsi impotenti di fronte a scenari globali complessi, ma di essere sempre presenti e attivi.La marcia ha attraversato le principali vie della città – viale Stazione, largo Unità d’Italia, via Eugenio Chiesa e via Porta Fabbrica – fino a raggiungere piazza Aranci. Momento centrale è stata la sosta in piazza Garibaldi, dove i giovani della Casa Rossa hanno messo in scena lo spettacolo “Tregua di Natale”, che ha raccontato l’episodio del 1914, quando durante la Grande Guerra si stabilì una tregua natalizia tra l’esercito inglese e quello tedesco.
La rappresentazione ha evidenziato il bisogno di superare le guerre volute da altri, mostrando come uomini comuni, mandati al fronte, riconoscessero nell’altro un simile, con sogni e fede condivisi. In questa drammatica scenetta emerge il ruolo della spiritualità nel riconoscere l’altro come fratello: riconoscere un trauma comune, percepire il bisogno dell’altro di andare avanti, di tornare a vivere… Ma in un mondo senza Dio, privo di spiritualità, come si fa guardare l’altro negli occhi e vedere noi stessi in lui?Al termine della marcia, in piazza Aranci, le diverse autorità religiose hanno invitato i partecipanti a rinnovare il desiderio di pace, a considerarla ancora una strada possibile, anche se il mondo sembra dire il contrario.
Lo slogan scelto per questa edizione – “Pace, giustizia, verità: un cammino condiviso verso la riconciliazione” – ha accompagnato i passi dei partecipanti, invitando a non restare indifferenti e a impegnarsi concretamente per costruire comunità più giuste e solidali.La conclusione è stata affidata a una preghiera interreligiosa, un momento di raccoglimento e dialogo che ha unito voci diverse in un’unica invocazione di pace.
In un mondo segnato da conflitti e divisioni, la marcia di Massa ha voluto essere un segno concreto di speranza, dimostrando che la convivenza tra culture e religioni non solo è possibile, ma è la strada da percorrere per un futuro migliore. Ogni passo compiuto è stato un gesto di responsabilità, un invito a credere che la pace comincia dalle scelte quotidiane e dalla volontà di costruirla insieme.



