Domenica 6 luglio è stato celebrato a Pontremoli

Dopo diversi rinvii, attesi con pazienza e preghiera, nel pomeriggio di domenica 6 luglio si è finalmente celebrato il Giubileo del vicariato di Villafranca voluto dal Vicario Foraneo don Mario, per rendere più accessibile il Giubileo ai fedeli che non possono recarsi a Roma, favorendo così una esperienza forte di fede anche a livello locale.
Il vicariato, che abbraccia le parrocchie dei comuni di Bagnone, Filattiera, Mulazzo e Villafranca, si è ritrovato, con i suoi rappresentanti, unito in un’unica voce e un unico cuore, per vivere un momento straordinario di fede e di fraternità.
Il programma, denso di significato, ha preso il via alle 17,15 con il ritrovo nella chiesa di San Nicolò a Pontremoli che offre un interno ricco di arte sacra e devozioni popolari, come il celebre “Cristo Nero”, perfetto incontro tra spiritualità e patrimonio artistico. Da lì, i fedeli, guidati dal Vicario don Mario, si sono messi in cammino in processione, recitando il Rosario.
Un pellegrinaggio semplice, vissuto con raccoglimento e spirito di penitenza, che ha condotto i partecipanti alla Concattedrale, cuore della ex diocesi, dove alle ore 18 è stata celebrata la S. Messa.

Un passaggio simbolico e reale allo stesso tempo: dalle proprie comunità locali al centro della comunione ecclesiale, in un gesto che ha racchiuso il senso profondo del Giubileo.
Ma che cos’è un Giubileo Vicariale? Per comprenderlo, bisogna partire dal significato più ampio del termine “Giubileo”.
Nella tradizione biblica, è un tempo sacro, un tempo “altro”, segnato dalla misericordia, dalla riconciliazione, dal ritorno a Dio. Ogni cinquanta anni, nella legge mosaica, veniva indetto un anno speciale in cui si restituivano le terre ai legittimi proprietari, si liberavano gli schiavi, si annullavano i debiti.
Era un tempo di rinascita spirituale e sociale, un nuovo inizio. La Chiesa ha ripreso questo concetto, trasformandolo in un’occasione periodica (ogni 25 anni o in eventi straordinari) per offrire ai fedeli un tempo privilegiato di grazia, conversione e indulgenza. Il Giubileo Vicariale, quindi, è una declinazione locale di questo spirito: un tempo di comunione e rinnovamento per le comunità parrocchiali che fanno parte di un’area pastorale che raggruppa più parrocchie sotto la guida di un vicario foraneo.
È un’occasione per vivere insieme un pellegrinaggio spirituale, per riscoprire il senso dell’appartenenza alla chiesa, per pregare e camminare insieme, riconoscendosi Chiesa “in uscita”, come ci ricorda papa Francesco.

In questo senso, il Giubileo Vicariale non è solo un evento liturgico, ma un vero e proprio segno profetico di unità. In tempi spesso segnati da individualismo, divisioni e chiusure, vedere comunità diverse ritrovarsi e camminare insieme è un messaggio potente. È la Chiesa che si fa popolo in cammino, che si riconosce pellegrina verso la salvezza, che non dimentica i più deboli e che riscopre la forza della preghiera condivisa.
La S. Messa in Concattedrale a Pontremoli, punto culminante della giornata, ha rappresentato l’incontro con Cristo, fonte e culmine di ogni cammino. Le parole del celebrante, i canti dell’assemblea col maestro Federico, la partecipazione dei fedeli e il clima di raccoglimento hanno reso palpabile la gioia di ritrovarsi come famiglia di Dio.
È stato anche un momento per fare memoria del cammino fatto e rilanciare con speranza quello che ci attende: nuove sfide pastorali, nuove forme di annuncio, nuove opportunità per vivere e testimoniare il Vangelo come ha ricordato con voce forte e solenne don Mario che ha celebrato la Sacra Liturgia assieme a sacerdoti e diaconi.
In un tempo che corre veloce, in cui si rischia di vivere “a compartimenti stagni”, il Giubileo Vicariale ci ricorda che la fede è esperienza comunitaria, che il cammino cristiano non si fa da soli e che la Chiesa, anche nelle sue articolazioni locali, può essere luogo di fraternità autentica.
Il nostro Giubileo non è finito: è appena cominciato. Portiamo con noi la gioia di questo giorno, custodiamola nel cuore, e lasciamo che diventi lievito per le nostre comunità. Che il cammino fatto insieme sia seme di nuove collaborazioni, di progetti condivisi, di una rinnovata passione per il Vangelo.
Edamo



