Un po’ di sollievo dopo la gran calura

Spietato come sempre, il tempo passa e non s’arresta un’ora, che faccia caldo o freddo, che piova o tiri vento; la prima settimana di luglio è già in archivio e non ha lesinato calura (c’era da dubitarne?) continuando il copione instauratosi nel corso di giugno.
Seguiamo passo passo come si è arrivati al clima gradevole, fresco, asciutto e limpidissimo di oggi (mentre scriviamo), martedì 8, dai giorni roventi di inizio mese.
Superato il picco del 29-30 giugno, infatti, non è che sia andata tanto meglio fino a sabato scorso compreso: nei primi cinque giorni di luglio, giusto uno o due gradi in meno al pomeriggio, pagati con gli interessi di temperature minime più alte e aria mediamente più umida dal 2-3 in poi.
Un contentino è venuto dalla maggiore nuvolosità, dovuta a qualche temporale a evoluzione diurna che non ha mai consentito ai termometri di mantenersi su temperature elevate per l’intero pomeriggio, vuoi anche per l’aria relativamente più fresca in discesa dai cumulonembi. Acqua se ne è vista poca, eccetto i forti rovesci localizzati ora in un capo (Regnano, 1° luglio; Lagastrello, 4 luglio) ora nell’altro (Zeri, 2 luglio) della nostra Lunigiana. Ben altro ricambio atmosferico era atteso da domenica 6 in avanti, entrato nel vivo non prima della serata di lunedì 7.
Domenica, a sorpresa, tutti i fenomeni previsti è come se avessero deciso di non recare disturbo alle molte manifestazioni in programma all’aperto: con poche eccezioni, sia al mattino che nel pomeriggio e in serata, non più che gocciolate e piovaschi, mentre i tuoni muggivano senza mai dare segno di un ‘pericoloso’ avvicinarsi dei temporali. Una prima ridimensionata alle temperature massime è venuta dalla nuvolosità più bassa e cospicua, nonché dal vento di libeccio più gagliardo.
Lo stesso dicasi per lunedì 7, quando si è visto più sole, il vento si è vivacizzato ulteriormente, ma l’apparente miglioramento è stato del tutto ingannevole dovendo ancora transitare il fronte freddo. Il passaggio del fronte è avvenuto a cavallo della mezzanotte solare, poco dopo l’una della notte di oggi, a suon di tuoni, fulmini, rovesci di pioggia e grandine, venti da tutte le direzioni prima di stabilizzarsi intorno NW (correnti di maestrale).
I pluviometri manuali, meccanici ed automatici sparsi in tutte le nostre convalli hanno lavorato raccogliendo e registrando diffusamente dai 10 ai 20 mm, discreti quantitativi rispetto alle mediocri gocciolate verificatesi nei due giorni precedenti.
Nelle stazioni di montagna o anche di collina, ove già nei giorni di gran caldo erano scoppiati temporali che avevano prodotto accumuli da non buttare via, il conto della pioggia di luglio si è portato a 50-60 e anche 70 mm, buona cosa qualora dovesse tornare a prevalere il forte caldo secco di fine giugno.
Anche altre stazioni meno battute dagli acquazzoni hanno comunque preso qualcosa, utile a rinvigorire la vegetazione… e a togliere almeno un po’ di polvere! Durante il temporale di questa notte, inoltre, si sono verificati qua e là notevoli rinforzi del vento, le intense raffiche discendenti dai cumulonembi, che a volte possono provocare danni.
La grandine è caduta interessando, come è suo costume, striscie di territorio, dove i chicchi ghiacciati si sono accumulati al suolo risultando ancora ben visibili stamani. Tra i paesi più colpiti dalla meteora, si segnalano Orturano, Mocrone e Merizzo.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni